Come scoprire il proprio talento nascosto

scoprire i propri talenti
Uno dei momenti fondamentali nella vita di un individuo è quando emerge il desiderio di scoprire il proprio talento: "Quali sono i miei talenti? Come posso diventare davvero bravo in ciò che amo fare?"

Pensando al talento forse ti viene in mente un'abilità innata, l'inclinazione naturale a far bene una determinata attività. Forse pensi che talentuosi si nasce, che è scritto nel DNA o, forse, nell'anima di un individuo. Beh... è vero solo in parte.

Leggi questo articolo, e scopri il tuo talento nascosto.




Persone di talento si nasce o si diventa? (E la storiella delle 10000 ore di pratica)



Premessa: voglio parlarti di te e dei tuoi talenti nella vita in generale. Tuttavia farò più che altro esempi in ambito sportivo. Lo farò solo perché sono i più immediati.

Prima di aiutarti a riconoscere il tuo talento, permettimi di raccontarti una piccola storia.

Nella prima era del talento, fino a qualche anno fa, tutti consideravano il talento un dono innato, un'indole, l'estro, una predisposizione o un'inclinazione incisa a ferro e fuoco nella genetica di un individuo, nella sua natura, forse perfino nella sua anima.

Pensa alla parabola dei talenti. 

Nasci, hai dei talenti, devi metterli a frutto.

La seconda era del talento inizia nel 1993 con uno studio del Dott. Anders Ericsson dell'Università del Colorado intitolato: "The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance". 

Nel suo saggio, lo psicologo americano esaminava i metodi di allenamento di un gruppo di violinisti con caratteristiche molto precise:

  • tutti avevano cominciato a suonare il violino a 5 anni;
  • tutti sembravano piuttosto portati per lo strumento;
  • si esercitavano per lo stesso numero di ore... almeno fino all'età di 8 anni.

Dagli 8 anni in poi, il tempo dedicato ad esercitarsi variava. 

A 20 anni, i violinisti più affermati avevano suonato per una media di 10 mila ore ciascuno, mentre quelli meno bravi non superavano le 4 mila ore. 

Se bastasse il talento puro qualche violinista avrebbe potuto emergere molto prima e, invece, tutto suggeriva che la costante del successo non fosse affatto una sorta di predisposizione, bensì un numero magico: 10000 ore di pratica.

Pratica 1 - talento 0.

Negli anni successivi diversi autori hanno confermato questa tesi, parlo di Malcom Gladwell con il suo "Outliers", di Geoff Colvin con il suo "Talent is overrated", di Daniel Coyle con il suo "The talent code". 

Questi ultimi studi  non ne negano l'esistenza di una sorta di predestinazione: la considerano semplicemente un fattore sovrastimato.



Scopri il tuo talento nascosto: iniziamo a parlare di te



A questi grandi studiosi sono sfuggiti alcuni aspetti fondamentali che violano a livello logico l'intera idea delle 10000 ore.

  • Oltre alla quantità deve necessariamente contare anche la qualità della pratica.
  • Fra i violinisti ce ne sarà sempre uno che primeggerà a parità di pratica, perché?
  • I violinisti avevano tutti imparato con lo stesso metodo: il talentuoso crea nuovi metodi.
  • Il talento nascoso non riguarda quasi mai l'attività che esaminano (fra poco ti spiego).
  • Alcuni praticano per "Piacere" altri, ormai, "Solo perché devono".
  • Il talentuoso impara "fuori dagli schemi": non lo trovi nelle accademie.

In una società appiattita, dove le potenzialità vengono castrati da insegnamenti basati esclusivamente sul "Fuggire da qualcosa" è normale che servano a tutti, più o meno, lo stesso numero di ore per raggiungere un'abilità media. E' il metodo di apprendimento ad essere medio.

Viviamo in un mondo dove se odi la matematica devi comunque raggiungere un livello di abilità di gran lunga superiore a quello necessario per sopravvivere...

... e se ami le lingue, avrai comunque solo qualche oretta di inglese a settimana.

Prendiamo Maradona: pensi che il suo talento fosse quello di palleggiare, dribblare e calciare un pallone?

Il talento di Maradona era un altro.

Aveva l'attitudine era quello di sentire il corpo, le sensazioni corporee e il movimento, la direzione e la forza di un oggetto o individuo con cui interagiva quasi come se fosse un'estensione del suo corpo.

Il suo talento non era il calcio: è lui che lo ha declinato sul calcio.

Solo successivamente, grazie a molte ore di pratica col pallone, (sin dalla più tenera età) è venuto fuori il campione.

Poteva palleggiare una bottiglia, una pallina da tennis o fare salti mortali.

Dove aveva imparato a sentire in questo modo se stesso e il mondo intorno a sé?

Da piccolo.



Ecco come nasce davvero il proprio talento



Il vero talento ha tre radici

  • la curiosità;
  • il gioco;
  • la creatività (Il tuo potenziale è SEMPRE oltre le regole).

Quando eri piccolo avevi un'autostima tremenda.

Eri te stesso al 100%, eri naturalezza pura: l'ideale per apprendere alla velocità della luce.

Hai imparato a camminare e a parlare in un solo anno e nessuno te lo ha insegnato: non te ne fregava assolutamente nulla se ci fosse qualcuno più bravo o meno bravo di te.

Ne sei stato incuriosito, hai giocato con ciò che volevi imparare e, un lampo di genio dopo l'altro, istintivamente, con un'ultimo guizzo creativo hai raggiunto il successo.

Non c'è bambino che non ci riesca.

Negli anni successivi poi, alcuni aspetti del mondo intorno a te, della vita, degli altri o di te stesso ti hanno incuriosito più di altri.

Forse hai iniziato a schiacciare i tasti del pianoforte cercando di capire da dove provenisse quel suono.

Forse hai iniziato ad osservare gli altri, cercando di capire cosa pensassero.

Forse hai iniziato ad osservare te stesso, cercando di conoscerti mentre facevi qualcosa.

E l'hai fatto per molte ore, forse per le famose 10000.

Lo hai fatto semplicemente perché facevi ciò che sentivi in linea con te stesso.

Resta il fatto che hai iniziato ad accumulare ore di pratica e gioco in una determinata direzione. Così facendo hai sviluppato delle abilità di base che, successivamente, si sono rivelate o potrebbero rivelarsi vincenti in un settore della vita umana.

I veri talenti non riguardano sport o attività: riguardano modi di essere, sentire, pensare, percepire.

I talenti sono sempre trasversali e riguardano sempre le abilità di base.

Nessuno ha il calcio nel sangue.

Qualcuno ha nel sangue la precisione, l'equilibrio, il tocco di piede su un oggetto e tutto un set di abilità funzionali al calcio.

Pensa ad Alex Zanardi: da campione di formula 1 a campione di ironman e vari altri sport apparentemente diversi dalla formula 1.

Il vero talento è fare ciò che vuoi come un bambino ed emerge quando pratichi qualcosa che senti in linea con te stesso e lo fai al di là di qualsiasi premio solo perché amplifica chi sei.
Pratica 1 - Talento 1


Cosa hai perso per strada?



Mentre il padre di Mozart dava lezioni alla figlia di 7 anni, il piccolo Amadeus, che ne aveva solo 3, li guardava affascinato.

All'età di 10, come molti bambini prodigio, Mozart era già in grado di comporre.

Successivamente Mozart scrisse più di 600 composizioni, incluse sinfonie, concerti, pezzi per il piano, musica corale.

I bambini non hanno filtri.

Non pensano al successo o all'insuccesso.

I bambini vivono l'esperienza. Fanno ciò che sono e lo fanno creativamente. Questa è la radice del talento ed il modo di bypassare le 10000 ore.

C'è uno stato psicofisico che viene definito "Stato di flusso" che è quella condizione nella quale hai la sensazione che l'attività si svolga da sola, che tutto ti  riesca naturale e che ti basti un errore per imparare ad evitarlo. In questo stato di grazia il tempo si distorce, rallenta o accelera.

Sei nell'esperienza.

I bambini imparano da questa posizione, da questo modo di essere.

Poi iniziano le inibizioni.

Stai seduto a scuola per ore, non devi fare certe cose, devi essere più bravo, devi evitare gli errori se no ti sgridano...

... e ti viene portato via l'unico talento comune a ogni essere umano: essere se stessi in modo creativo.

Da questo momento in poi hai smesso di fare le cose perché le volevi fare, per il solo piacere di farle (quella che viene definita "Esperienza autotelica") e hai iniziato a farle perché le dovevi fare.

Non esiste talento laddove governa il senso del dovere.

Il talento riguarda IL MODO IN CUI APPRENDI ciò vuoi.

Finché ti limiti ad aspettare che qualcuno ti dica come devi farlo, sarai sempre medio.

Ergo hai bisogno di due maestri:

  • un mentore;
  • te stesso.

Uno solo non basta.


I talenti che hai dimenticato



Ci sono una serie di talenti nascosti che hai sviluppato prima della "corruzione", quando ancora eri pienamente te stesso, al 100%, quando imparavi "in flusso".

Sono nascosti proprio perché non emergono o sono per te talmente naturali nel loro esplicarsi che nemmeno li noti.

Quei talenti nascosti sono ancora lì e sono questi quelli che stai cercando.

Non necessariamente per trovarli devi guardare ad una passione.

Per trovare il proprio talento potresti pensare a:


  • Cosa ti piaceva fare da piccolo?
  • Cosa ti viene/veniva naturale?
  • Cosa fai/facevi quando hai finito di fare tutto quello che devi fare?
  • Cos'è che quando lo fai sei al meglio di te?
  • Cos'è che mentre lo fai impari da te stesso?
  • Cos'è che fai in modo diverso dagli altri, in modo controintuitivo?
  • Cos'è che fai a modo tuo?
  • Cos'è che faresti per il solo fatto di farlo?
  • Cos'è che mentre lo fai il tempo sembra distorcersi e un'ora passa in un minuto?
  • Cos'è che quando hai finito di farlo... hai più energia di prima?
  • Cosa ti riesce veramente bene?


Questi talenti sono ancora lì e possono essere riscoperti per costruirne di nuovi.

Spesso siamo troppo generici e invece di guardare a cosa ci rende unici guardiamo alle solite 4 aree della vita umana.

Non è detto che le tue doti si palesino nel cucinare.

Potrebbe esprimersi nel cucinare torte. Oppure nel cucinare torte al cioccolato. Oppure cucinare velocemente torte al cioccolato. Aumentando il livello di dettaglio (cioè le parole per definire ciò che sai fare) alla fine troverai sempre qualcosa nel quale sei inimitabile.

Dove sono quindi le tue 10000 ore, frutto di una passione istintiva o di un modo di essere?

Da diversi anni il mio lavoro ruota intorno a una sola idea:


Si può avere successo partendo dalla propria autenticità, dai propri talenti e da ciò che vuoi in modo da realizzare ciò che desideri diventando ancora di più te stesso. 

Il talento è quindi il nucleo del mio lavoro. Il modo in cui guido le persone interessate alla ricerca di quella cosa che li fa sentire vivi, unici... se stessi, si basa su un processo molto raffinano.

Puoi scoprire da solo i tuoi talenti e metterci una vita, puoi farlo con me in 5 lezioni.

Gli step sui quali lavoreremo sono:

1. abbandonare la strada del "dovere" e della "fatica";

2. smettere di voler far tutto e concentrarsi su un'abilità unica: la tua firma;

3. riscoprire chi sei a partire dal tuo stato di flusso;

4. scoprire cosa vuoi davvero;

5. iniziare ad agire per realizzarlo sotto la mia guida e con i miei consigli;

... a questo punto...

6. inizia ad emergere il tuo talento;

7. inizia ad aumentare l'autostima.


Scopri il tuo talento nascosto con un Video


Se vuoi approfondire, se vuoi iniziare da subito a cercare i tuoi talenti, ho registrato un video preparatorio sui concetti di cui ti ho parlato.

E' pronto per te, scrivi la tua e-mail nello spazio apposito alla fine dell'articolo... e guardalo.



Un abbraccio, Marco.



16 commenti:

  1. Scrivi molto bene e si capisce che sei davvero preparato e che il tuo talento è proprio questo qui. Ti faccio i miei complimenti. Secondo te per scoprire e liberare il proprio talento possono essere utili quei test che si trovano spesso su internet? Alcuni sono proprio sciocchi altri più interessanti. Cosa ne pensi?

    Grazie.

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    1. Alcuni test possono dare un'indicazione di massima ma per identificare correttamente il talento di un individuo, qualora fosse sepolto da decenni di inibizioni, occorre tempo... e una certa maestria.

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  2. Condivido, bellissimo articolo, ricco di spunti. Spero di non essere di disturbo se pongo una domanda. Da sempre credo che il mio talento sia quello di ascoltare gli altri: è qualcosa che mi riesce davvero naturale. Però mi chiedo se anche nel mio caso ci sia un altro talento nascosto ed eventualmente come scoprirlo. Secondo te le persone hanno un solo talento o possono averne più di uno?

    Nemastè

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    1. Ciao Elga, grazie mille.

      Il tuo talento potrebbe essere quello di "Ascoltare gli altri" ma andrebbe approfondita la declinazione ed il contesto nel quale questa tua abilità emerge: per questo sono praticamente sicuro che tu non l'abbia ancora definito al 100%.

      Per quanto riguarda la domanda "Si possono avere più talenti"?

      La risposta è: Sì anche se spesso esiste un filo conduttore che li lega ovvero la nostra unicità.

      La nostra unicità è come le impronte digitali: inconfondibile.

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    2. Grazie della celere risposta!! Illuminante la distinzione fra talento e unicità. In questo senso che cos'è secondo te una vocazione? C'è differenza?

      Nemastè

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    3. L'unicità è ciò che sei, il talento ciò che fai, la vocazione ciò che vuoi (e perché).

      Marco De Filippo.

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  3. Il problema è: si è sempre in tempo per scoprire il proprio talento, intendo dire anche quando si è piuttosto in là con gli anni? Non dico vecchi ma a 45 anni forse è un po' più difficile?

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    1. Ciao Mattia,

      Dipende. Qualcuno a quell'età sì è dimenticato di se stesso già da un pezzo e ci vuole qualche oretta per una completa reminiscenza.

      Il contraltare è che spesso si ha un po' più di maturità e risorse per sperimentarsi (Personalmente con gli over 30 ho sempre lavorato benissimo).

      In definitiva: l'età anagrafica conta relativamente... quella mentale ahimé un -bel- po' di più.

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  4. Daniele Ferrari19 novembre 2015 17:52

    Grande articolo come al solito. Su questo tema ho sempre avuto un dubbio ossia se le passioni nascondano sempre un talento. Se sono attratto da un'attività, se mi piace fare qualcosa, se sono in stato di grazia come da te definito mentre lo faccio è possibile che ci sia un talento da qualche parte che però non si riesce a tirare fuori?
    Da una parte penso di no perche' altrimenti tutti quelli a cui piace, per dire, giocare a tennis, dovrebbero essere talenti mancati. Dall'altra penso che se ci si sente portati per qualcosa forse come dici tu è solo la 'qualità' dell'allenamento.

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    1. La passione non basta, anzi spesso prima sviluppi il talento, poi la passione.

      Tuttavia, giacché amiamo fare tutto ciò che siamo capaci di fare( e viceversa) non è raro che dietro una passione si celi un talento.

      L'unico modo per scoprire se sei "portatore sano di talento" -perché ancora non te ne sei innamorato alla follia- è definire chi sei quando sei immerso in quell'attività... e sapere cosa cercare.

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    2. Daniele Ferrari21 novembre 2015 14:57

      Grazie Marco, esaustivo come sempre.
      Riesci sempre a stupirmi trovando un'angolazione particolare e cambiando completamente il mio modo di pensare. Penso che questo faccia parte del tuo genio che hai trasformato in vocazione.
      DaniF.

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  5. A parte le solite frasi sul talento non ne avevo sentito parlare così approfonditamente. Riguardo a Maradona concordo: c'era un video da qualche parte dove giocava a pallavolo e il genio si vedeva anche lì.

    Grazie Marco

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    1. Grazie a te Manni.

      Ps.

      Io avevo visto quello dove giocavano ma con i piedi (come i brasiliani).

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  6. Eleonara Coaching15 marzo 2017 22:52

    Grazie marco, splendido articolo. Sei sempre un grande e ti seguo con piacere dal 2008! Probabilmente non ti ricordi ma ho fatto un corso di PNL con te anni fa e parlammo proprio del talento (ho imparato di più in quel corso che con Bandler negli stati uniti al DHE. Grazie continua così!

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  7. Mi piacerebbe saperne di più. Forse è ormai troppo tardi per chiedere

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)