Essere SEMPRE se stessi è la carta vincente

Per essere sempre se stessi ci sono 3 suggerimenti concreti come queste 3 sfere
Dicono che bisogna essere sempre se stessi. Che sciocchezza! Come diavolo si fa? Per non rimanere soli e non fallire bisogna fingersi diversi, puntare sull'apparire. Giusto?

Allora beccati la mia provocazione: non solo puoi essere sempre te stesso... ma se hai una carta vincente, amico mio, si chiama proprio autenticità.

Quindi, ecco 3 modi per essere sempre se stessi e avere più successo di prima... anche in quei contesti in cui finiamo per reprimerci.


1. Smettila di essere come si aspettano 


Essere se stessi in compagnia di una persona speciale può esser facile ma essere SEMPRE se stessi ovunque e con chiunque può richiedere tutta una vita di apprendimento.

Nasciamo dipendenti: perfino il nostro nome viene scelto da altre persone.

Personalmente ritengo che raggiunta la maggiore età una persona dovrebbe avere la facoltà di scegliere da sé il proprio nome ma questa è un'altra storia.

Comunque siamo in parte definiti dagli altri.


Tendiamo a comportarci come gli altri si aspettano da noi: è una "legge" psicologica.

E' l'effetto del conformismo, del nostro bisogno di fare parte di un gruppo, del nostro innato bisogno di sopravvivere e riprodurci.

Comportarsi in modo diverso, osare, essere sempre se stessi, con chiunque, inizialmente richiede energia.

Le persone che ti hanno conosciuto nella tua versione più inibita e mascherata tenderanno sempre a riportarti indietro:

"Ma che ti è preso di colpo? Non sei mai stato così!".

Quando gli altri si aspettano da te un determinato comportamento, soprattutto quando entrano in gioco le dinamiche di gruppo e le relazioni... probabilmente finirai per adattarti.

Una teoria chiamata "labelling theory" spiega per esempio come, una volta etichettati da un gruppo di persone ("sei uno sciocco", "sei sempre in ritardo"), tenderemo a comportarci come da reputazione.

Assumi un ruolo e reciti inconsciamente quel ruolo anche se non ti piace: accetti inconsapevolmente il gioco.

Se sono un insegnante mi comporto da insegnante... ma in questo caso è una mia scelta.

Il problema nasce quando, in un determinato contesto, non riesci a essere sempre te stesso perché per farlo dovresti andare contro l'aspettativa del gruppo, di un'altra persona, della comunità, della società.

Il primo passo è la consapevolezza.

Quando senti che con alcune persone non riesci ad essere sempre te stesso prova a fare così.

  • Razionalizza qual è il ruolo e il comportamento che assumi in quelle circostanze. Cosa si aspetta il gruppo da te? Qual è l'abitudine consolidata? Sei il capro espiatorio? Il simpatico (e magari, sotto sotto, quando pensi male di tutti i presenti)? Quale personaggio interpreti?
  • Focalizzati su chi sei in quelle circostanze dove, all'opposto, riesci ad essere sempre te stesso. Come sei? Quali sensazioni provi? Come ti comporti?
  • Fai come sulla settimana enigmistica: trova le differenze fra queste due situazioni.
  • Inizia da una di queste differenze e trasferiscila dal tuo modo di essere più autentico al contesto inibitorio. Inizia a portare una piccola parte dell'autentico te stesso nel contesto in cui sei bloccato, anche solo per 30 secondi o 1 minuto. Potresti per esempio iniziare a  parlare più lentamente, se è qualcosa che fai quando sei al meglio (di solito modificare il ritmo funziona molto bene e ti proietta subito dentro la tua identità). 
  • Fallo costantemente ogni giorno: un passo alla volta, espandi la tua identità nelle aree che la reprimono fino a quando non inizierai ad essere sempre te stesso. Se la gradualità non fosse sufficiente decidi di sbloccare la situazione affrontando una discussione o un contraddittorio... se necessario litiga. A volte il cambiamento è come saltare da un trampolino: non puoi farlo gradualmente. 
  • A questo punto essere sempre se stessi diventa possibile. Starà a te decidere se e quando adattarti ai rituali sociali... ma non per inibizione: per scelta.

Soprattutto: non usare la paura come scusa.

La paura non è un problema se decidi di decidere e l'affronti, magari con gradualità.

Al massimo il vero problema è che, se ti rendi conto che per te è troppo difficile e non sai come renderlo semplice, non perdere tempo e chiedi aiuto a un professionista.

Chiedi aiuto. 

Essere sempre se stessi significa sostenere la propria identità davanti a tutto il mondo, non si fa in un giorno... ma nemmeno devi metterci una vita.


2. Sii onesto... con te stesso


Molti si fingono portatori di caratteristiche che non gli sono proprie, creano un "personaggio" del quale non riescono più a liberarsi.

Per esempio?

Il ragazzo sensibile che scimmiotta l'uomo "che non deve chiedere mai" o la ragazza timida che "sta sulle sue".

E' inutile che cerchi di assumere un comportamento che non è in linea con la tua identità più vera solo perché ti sembra affascinante.

Tanto non ti dona.

Puoi certamente cambiare comportamento ma dovresti partire da te stesso e iniziare a fare qualche piccola modifica senza intaccare la tua integrità, non l'opposto.

Certi aspetti di te possono cambiare ma il tuo modo  di essere più autentico è come le impronte digitali: ha sempre la stessa forma.

Decidi deliberatamente di smettere di prenderti in giro e metti in discussione quell'ideale a cui cerchi di assomigliare.

Questo significa che dovrai rendere visibili i tuoi limiti e le tue debolezze?

Con gradualità, magari tenendo per te solo una piccola parte.

Puoi pensare che sia svantaggioso, che le persone scapperanno, che rimarrai solo.

E' esattamente l'opposto.

Non ci crederai, ma se diventassi trasparente e palesassi i tuoi limiti (non tutti in una volte, a mano mano che le persone ti scoprono), scopriresti che essi non ti limitano affatto.

Quasi sempre, ciò che ti limita non sono i tuoi difetti, è nasconderli o non saperli comunicare con originalità.
In questi casi, ecco una buona medicina:

1. Per prima cosa devi digerire le sconfitte, comprenderle, contestualizzarle, trarne un insegnamento e tornare a essere un principiante.

2. Poi puoi iniziare a essere te stesso, sempre di più e scoprire che puoi avere successo così come sei.

3. Infine, forte dei tuoi successi inizierai a sentirti legittimato ad essere semplicemente te.


3. Disintegra i sensi di colpa con il NOSismo


I sensi di colpa potrebbero essere un problema. 

Ecco una piccola riflessione.

I sensi di colpa ci spingono a comportarci in modo da mettere da parte noi stessi e quando raggiungono l'identità ("senso di colpa per essere se stessi")...

...finiscono per reprimere quella SANA dose di egoismo che è fondamentale per vivere e che, come molti economisti sanno, apporta un vantaggio all'intero sistema

Altruismo ed egoismo sono solo due facce della stessa medaglia e devono essere in equilibrio.

Qual è il giusto equilibrio? 

Semplice: basta essere "Nosista" ("Nos" significa "Noi").

Impara ad essere "Nosista":  fai ciò che ti consente di essere soddisfatto della tua vita aiutando chi trae naturalmente vantaggio dalla tua soddisfazione (esattamente in quest'ordine).

Non puoi essere integro e autentico se non sei equamente egoista ed altruista e chiunque ti spinga a metter da parte te stesso usando la tristezza o la rabbia ti sta MANIPOLANDO.

Ti sta convincendo di essere sbagliato, inadeguato o cattivo in modo da farti mettere da parte il tuo egoismo per un suo vantaggio personale.

Non dovresti mai accettare di mettere da parte te stesso per il bene di qualcun altro: puoi farlo per amore ma non su richiesta e tanto meno non per placare i sensi di colpa.


Nessuno deve permettersi di mercanteggiare con le tue esigenze facendo la vittima: si può negoziare alla luce del sole, ma non farti manipolare al buio.

Inizia quindi a classificare queste persone come manipolatori e ruffiani, e non come vittime: sembrano deboli ma sono pericolose come iene, fai attenzione.



Ecco come essere sempre se stessi e avere pure successo


Se avere successo nella vita non ti basta e vuoi averlo sentendoti sempre te stesso, questo è ciò che insegno.

C'è un percorso di consulenza online al prezzo di un caffè al giorno che si chiama beYourself.

Insieme a me e alla psicologa Dottoressa Valeria Mora scoprirai:


  • Come sentirti te stesso "di pancia", sottopelle e in ogni fibra del tuo corpo;
  • Cosa vuoi;
  • Come sviluppare le abilità per realizzare ciò che vuoi;

Ci sono già più di 40 iscritti, tu cosa aspetti? 

Fra qualche mese potresti stupirti di te stesso di cosa puoi fare e di quanto bene lo puoi fare.


Ti basta scrivere la tua e-mail nello spazio apposito qui sotto: riceverai immediatamente del materiale gratuito di altissimo valore nella tua casella di posta e capirai da subito che non solo essere sempre se stessi è davvero possibile... ma può essere facile.


Un abbraccio, Marco.

20 commenti:

  1. Daniele Ferrari4 giugno 2014 12:40

    Grazie Marco ho trovato questo articolo illuminante. Cavolo davvero non mi ero mai accorto di questo aspetto dell'aspettativa che gli altri hanno di me e di come cambia il mio modo di comportarmi. Mi hai davvero aperto gli occhi e chiarito qualcosa di me che ignoravo. Voglio proprio prendermi del tempo per riflettere, sarà molto costruttivo. Grazie ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te Daniele,

      Sono felice di esserti stato di aiuto con questo insight.

      Elimina
  2. Mi piace tantissimo come scrivi e quello che scrivi; trovo che tu sia molto originale nella trattazione e penso che questo blog sia molto diverso rispetto ad altri del settore, pieni di tecniche prese qui e là. Ogni tuo post è sempre illuminante e riflette davvero sull'essenza delle cose. Ovviamente alcuni aspetti li toccano anche altri, i concetti non sono infiniti ma l'idea di partire dall'identità e non dalla tecnica mentale per è come una ventata di aria fresca. Ti considero uno dei pochi veri Life Coach in circolazione. Ti contatto uno di questi giorni.

    Valentina Zuffolato

    ps. posso linkare il mio sito?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Valentina che dire,

      Grazie.

      Sicuramente ci sono tanti professionisti validi ma concordo sull'approccio troppo tecnico, quasi robotico, al miglioramento.

      La ventata d'aria fresca è una metafora somatica: il tuo corpo non può che alleggerirsi quando non c'è più nulla che devi fare se non essere Valentina ed è accaduto durante la lettura.

      Non ti ho mai visto da queste parti ma se iniziamo così dovrò darmi da fare per essere all'altezza delle tue aspettative :)

      Elimina
  3. Grazie della condivisione, post notevole e utile.

    Victor

    RispondiElimina
  4. Roberto "rock"4 giugno 2014 13:17

    Gran bel post Marco,

    Ed entrate in sto beYourself ! C'è un mondo dietro tutto questo.

    Rock.

    Oh, Poi mi dai la mia % :) :) :) :)

    RispondiElimina
  5. Roberto "rock"4 giugno 2014 20:14

    Va bene un consiglio ;)

    Rock

    RispondiElimina
  6. Molto interessante, grazie.

    Come si fa a entrare in beyourslf? Dice che le iscrizione sono chiuse.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devi iscriverti alla lista gratuita.

      Basta scrivere la tua e-mail nello spazio apposito in alto a destra.

      Marco

      Elimina
  7. Farlo da soli è veramente molto difficile però...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, per questo ti invito in beYourself... e poi non penso che tu sappia fare solo cose facili.

      Marco

      Elimina
  8. Emanuele Bencivenga25 ottobre 2015 12:26

    Nosismo suona malissimo ma è un'idea letteralmente geniale, facci un libro, davvero. Io sono molto attivo socialmente e credo sia importantissimo iniziare a ragionare proprio in quest'ottica non solo come individui ma come società. Troppi dominatori e troppe pecorelle sottomesse. Solo che è davvero difficile trasmettere queste idee a chi non vuol sentire.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie.

      Ciò che cambia le società è la propulsione alla crescita dei singoli individui. Lavorare su se stessi prima e poi, per osmosi, indirizzare verso il cambiamento chi è pronto.

      Lavorare con me o con la Dott.ssa Mora significa apportare un beneficio all'intero sistema nel quale l'individuo vive e si relaziona.

      Così si cambiano le cose: partendo da se stessi.

      Le lamentele e le piazze sono una mera un'illusione.

      Elimina
  9. Grazie mille! davvero un bell’articolo ricco di spunti!
    Un saluto,

    Fede

    RispondiElimina
  10. Io non penso si possa essere sempre se stessi senza compromessi altrimenti si rischia di essere allontanati penso che un po' di finzione ci debba essere.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma l'hai letto l'articolo?

      Elimina
  11. Antonio D'anni10 novembre 2016 15:34

    Ciao Marco e complimenti per il blog. Ti ho scoperto da poco e anche se devo ammettere che alcuni tuoi articoli sono abbastanza complessi e richiedono almeno un paio di letture per essere compresi fino in fondo, penso che tu sia decisamente uno dei migliori coach in Italia. Si sente 'a pelle' questa cosa.
    Antonio.

    RispondiElimina

So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)