Essere se stessi: un consiglio da 4 soldi?

Essere se stessi significa gettare la maschera, come questaEssere se stessi, essere autentici, riscoprire la nostra unicità fra pregi e difetti, la nostra diversità e i nostri talenti in un mondo che ci vorrebbe tutti uguali, beh, non è per niente semplice. 

In fondo "Bisogna essere se stessi" non è la classica frase fatta, il consiglio inapplicabile di un amico che non sa come aiutarti? Nella società dell'apparire se sei te stesso, muori solo. Giusto?

No. E' esattamente il contrario. Lascia che ti sveli qualcosa sull'essere se stessi che ancora non sai.

La vita. Atto primo: ciack, si gira!


La domanda sorge spontanea: ma ognuno di noi non è già se stesso? 

Chi altro potremmo mai essere?

Vero... ma solo in parte.

La vita è  di fatto un grande palcoscenico: gli esseri umani -se hanno più di 2 anni- sono tutti attori... per lo più recitano un copione.

Sono i personaggi di una storia.

Indossano una maschera a cui si sforzano di credere per primi, cercano di comportarsi come gli altri si aspettano da loro.

Cercano di piacere agli altri, filtrano ciò che pensano, si riscoprono a dire frasi di qualcun altro, cercanodi essere politically correct, nascondendo a se stessi certi ricordi, certi pensieri, certi bisogni...

... finendo perfino per perseguire i desideri di qualcun altro.

Il tutto per essere accettati, per non rischiare nulla, per un po' di affetto.

Siamo bravissimi a prenderci in giro, a raccontarcela.

Il problema è che un attore recita ma si di farlo.

Un adulto si convince di essere davvero il personaggio che sta recitando.

In sostanza dimentichiamo chi siamo e se proviamo ad essere autentici tutto il mondo cerca di riportarci indietro, nei ranghi, ricordandoci che siamo tenuti ad adattarci alle aspettattive che il mondo ha su di noi.

A complicare le cose c'è il fatto che quasi mai siamo la stessa persona con tutti: finiamo per indossare maschere diverse in relazione all'altro e solo con pochissimi possiamo finalmente gettara la maschera e rilassarci.

Ti risuona?



Cosa significa essere se stessi


Ora potresti chiedermi: ma se tutti dicessero ciò che pensano e facessero ciò che vogliono non sarebbe il caos, l'anarchia?

E poi non verremmo allontanati dagli altri che finirebbero per trovarci insopportabili?

Questo è un classico costrutto logico su cui fanno leva i teorici dell'apparire che dimostra quanto poco abbiano capito dell'autenticità.

La risposta è senza dubbio: manco per il... ciuffolo.

E ora ti dimostro che ho ragione.

Se provi a gettare la maschera, osi essere te stesso e mostrarti per ciò che sei effettivamente si verificheranno quasi sempre una serie di problemi che potresti non essere pronto a gestire.

Quindi trai una conclusione: "Essere se stessi è pericoloso e porta al fallimento".

Ma la verità è un altra.

Non ha funzionato perché stai facendo l'autentico... ma non lo sei.

In parole povere e molto in sintesi: se pensando di gettare la maschera e dire quello che pensi ti senti profondamente a disagio, anche se proverai a farlo, non finirà bene.

Proverai a recitare te stesso, ma non riuscirai a esserlo.

Non ci sei... ci fai.

Perché non sai più chi sei: come puoi essere te stesso?

Essere se stessi riguarda l'essere non il fare. Prima inizi a RISCOPRIRE E SENTIRTI te stesso... POI ti palesi al mondo, non il contrario.




L'autentico sa adattarsi ai rituali sociali


Quando sai chi sei diventi trasparente e la maschera crolla.

Non è qualcosa che fai, ma qualcosa che sei.

Citando Graves:

quando raggiungi l'autentico superi il confine della paura.

L'autostima, quel fare sicuro che ne deriva testimonia al mondo chi sei e che possiedi sufficiente potere per autodeterminarti.

Per essere te stesso e avere successo CONTEMPORANEAMENTE.

Non c'è autenticità dove c'è frustrazione.

Devi essere te stesso... e avere pure successo.

Quando avrai raggiunto questo livello saprai perfettamente adattarti ai rituali sociali. Quindi no:


  • L'autentico non è uno sciocco che aprendosi al mondo se la prende nel fondoschiena.
  • L'autentico non è un folle senza tatto che manda a quel paese il capo 


L'autentico è in potenza, non sempre in atto.

Ma il fatto di poterlo ipoteticamente fare con tutti senza alcun attritito... comunica al mondo chi sei.

Se invece reciti appari artefatto: noi trasudiamo queste informazioni.

Nessun può mentire sulla propria identità, gli altri se ne accorgono.



L'autentico non muore solo


Immagina che il mondo sia fatto di persone di diversi colori.

Alcune si trovano naturalmente bene, in empatia, insieme.

Perché possano riconoscerti, le persone del tuo colore devono vederti brillare nella folla.

Tentando di mostrarti per ciò che non sei, il tuo vero colore però sfuma: diventi grigio.

Questa è la miglior definizione di timidezza che ti possa dare: considerarsi delle nullità, possedere poche abilità sociali, recitare una pare.

A quel punto, l'essere bisognosi, l'essere grigi, porta sempre a cattive frequentazioni.

Finisci per stare con persone che del tuo colore non sono, che non hanno nulla a che spartire con la tua identità e lo accetti per non rimanere solo.

Raggiungendo il livello autentico invece il tuo reale colore inzia a splendere e se insisti dopo un po' il mondo inizia a rispondere.

Le persone del tuo stesso colore iniziano a vederti per ciò che sei e ad essere attratte da te.

Diventi un magnete tremendo per le persone naturalmente in linea con te.

Nessuno ti ha mai rifiutato ad oggi: hanno sempre rifiutato le tue maschere.

Essere autentici crea rapporti autentici perché i confini del rapporto saranno da subito ben definiti.

Se gli altri hanno con te regole ben precise le incomprensioni saranno ridotte al minimo.




Come iniziare a riscoprire chi sei


Come coach e insegnante di improvvisazione teatrale il mio lavoro consiste nel guidare i miei clienti a: raggiungere obiettivi personali, relazionali o professionali; generare lo stile di vita che desiderano; amplificare la performance o il livello di benessere...

...diventando se stessi.

L'essere umano è un vero e proprio "sistema dinamico": ti sei mai reso conto di come, al mattino, dopo un lungo sonno ristoratore, percepisci il mondo diversamente da come lo vivi dopo una lunga giornata di lavoro?

Hai mai notato l'effetto che una canzone può avere su di te, sia se è nostalgica si se è potenziante?

E dopo l'ascolto, la vita quale colore assume?

Chi diventi?

L'identità non è un concetto così semplice da poter essere inscatolato nell'etichetta data dal proprio nome: è una condizione psicofisica.

Se in realtà sei un essere con molteplici sfaccettature, quale di queste angolazioni rappresenta maggiormente la tua vera e reale identità: l'essenza?

Quale di queste ti permette di generare maggior benessere nella tua vita?

Capirai che non si tratta (solo) di "cambiare"; io ti parlo di "trasformazione" personale, ovvero:

"Come posso essere al meglio di me stesso e rendere i momenti 'no' un'eccezione nella mia vita?"

Come si fa ad esprimere l'essenza di noi stessi o il modo di essere ad essa più vicino?

Come puoi "essere te stesso al 100%?"... davvero... sentendoti vivo sottopelle?

Devi capire chi sei e cosa vuoi.

La parte di te che ti conferma che:

"Ecco ora si sono me stesso, ora mi riconosco"

...è il tuo corpo.

Il senso del corpo, ovvero l'insieme delle sensazioni e delle emozioni che proviamo, guida il nostro agire.

Spesso in questo blog ti proporrò delle domande alle quali non devi rispondere a parole, piuttosto fa attenzione a cosa accade nel tuo corpo MENTRE cerchi la risposta.

Ha più importanza l'effetto che una domanda ha sulla tua mente e sul tuo corpo che il trovare la risposta.

E la prima domanda è:

"Come sei quando fai ciò che ami perché farlo ti fa stare bene?"

Ma non fermarti qui: ho preparato del materiale gratuito, scrivi la tua e-mail nello spazio apposito qui sotto.

C'è un video di 30 minuti pronto per te.

Lascia che ti aiuti a fare esperienza di te stesso.

Il resto cambierà di conseguenza.

Un abbraccio, Marco.



3 commenti:

  1. Salve, innanzitutto complimenti per il sito: contenuti davvero innovativi.

    E' verissimo che molte persone cercano invano di imitare qualcuno perché non bastano a se stessi. Però a volte incontriamo qualcuno che ci affascina e cominciamo a stimarlo desiderando di essere come lui. Credo che sia il concetto di "Autentico" così come l'hai usato qui.

    Quando incontri una persona di questo tipo penso sia normale lasciarsi influenzare e dire: "Anche io voglio essere libero di essere me stesso".

    E poi penso che a nostra volta, raggiunta l'autenticità, sia utile incoraggiare altre persone a farlo.

    Quindi dove inizia l'ispirazione e dove la recita? E' giusto avere un modello da seguire e a cui ispirarsi?

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    1. I modelli di riferimento sono straordinariamente importanti ma vanno scelti con cura.

      Esistono due tipologie di persone a cui ispirarsi: quelle che posseggono attributi che sono anche tuoi e quelli che sono altro rispetto a te.

      Quando sei con i primi, per osmosi, anche tu sei al meglio. Questo non significa che un mentore di questo tipo non possa essere esigente o severo. Nonostante questo più tempo passi con questa persona, più diventi te stesso.

      Quando sei con i secondi, all'opposto, ti sembra sempre di essere inferiore e basta.

      Se sei affascinato da chi è sulla tua stessa strada, solo ha già raggiunto il traguardo, passa più tempo possibile con questa persona. Anche se ha un prezzo.

      Se sei affascinato NON dalla persona, dalla sua autenticità, dall'essere... ma da ciò che ha -materialmente o meno- probabilmente hai scelto questo modello perché ha realizzato qualcosa servendosi di qualità che però non ti rappresentano.

      Visto che non sai chi sei pensi: "Per avere successo dovrei essere come lui"... e così ci provi.

      Il risultato è che, di fatto, ti allontani sempre di più da te stesso.

      In questo seconda caso, scappa più velocemente possibile.

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    2. Interessantissimo questo tema. Grazie della celere risposta!

      Matteo

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)