Come fregarsene del giudizio degli altri... IN 7 PASSI

La paura del giudizio degli altri è una brutta bestia. 

Dato che il mio lavoro ruota intorno al concetto di autenticità, riuscire a fregarsene di quello che pensa la gente, dei pettegolezzi e del giudizio degli altri sviluppando la capacità di gestire critiche, rifiuti e insuccessi è un must.

Come fregarsene del giudizio degli altri, quindi? Beccati l'arma segreta per reagire rispondere, affrontare, accettare o difendersi dalle critiche e dai giudizi altrui (anche quelli del capo o dei familiari).



1. Fregatene dell'autostima



La soluzione standard professata dai più ai problemi della vita, sembra essere sempre la stessa: "Devi avere più autostima".

Frase fatta seconda solo ad "Devi essere te stesso".

Il fatto è che... è vero.

Se possiedi un'autostima tremenda, te ne freghi del giudizio altrui.

Ma è come dire a un paralitico "Alzati e cammina": se sei fortunato si limiterà a chiederti: "E come faccio?"

Autostima è una parola completamente vuota, non esiste... è solo una conseguenza, NON UNA CAUSA.

L'autostima e la fiducia in se stessi che emaniamo con il fare sicuro e rilassato che contraddistingue chi è è al meglio di se stesso, sono l'effetto collaterale del possedere determinate abilità, competenze ed esperienze.

Quindi dimenticati dell'autostima: per fregarsene del giudizio degli altri e gestire critiche rifiuti e insuccessi ti serve altro.



2. Il primo passo per fregarsene del giudizio altrui



C'è un primo aspetto fondamentale per fregarsene di cosa pensano gli altri (possibilmente ascoltando e valutando ciò che ci viene suggerito).

Vuoi sapere qual è vero?

Sei curioso eh?

Ok, eccolo qui:


"Fregartene del giudizio che hai nei tuoi confronti".


Ci sono tre aspetti fondamentali che ti spingo a giudicarti eccessivamente e minano la tua capacità di fregartene del giudizio altrui e sono:


  • i sensi di colpa; 
  • senso di inadeguatezza o inferiorità;
  • mancanza di abilità comunicative, relazionali e di autodifesa.



3. Supera il senso di colpa



Per quanto riguarda il senso di colpa ci sono tre passaggi:


  • 3.1 - Svelare i tuoi criteri mentali atti distinguere dove finisce la tua responsabilità e dove inizia quella degli altri mettendo alla prova i tuoi assunti a livello logico.

Poniamo che una persona per te importante ti chieda, piangendo, se puoi prestargli 200 euro. 

Lo faresti?

Poniamo di sì perché, altrimenti, ti sentiresti in colpa.

Per la serie: "Non me li vuoi prestare? Dopo tutto quello che ho fatto per te!".

Ora diciamo che questa persona te ne chieda 400, 1000, 2000... 50000.

Quando riusciresti a dirgli di no senza sentirti minimamente in colpa?

Individua un limite.



Nel fare questo sveliamo un primo criterio relativo ad un caso specifico (denaro) che però ti da un'informazione su quanto tu sia manipolabile in questa direzione.

Ed è qui che arriva il bello.

Alcune persone non riescono a definire alcun limite: in una situazione del genere, qualunque sia la richiesta si sentirebbero in difficoltà nel dire di no.

Anche qualora fosse palesemente a loro svantaggio.

Se non sei capace di dire "No", allora, probabilmente ti sfugge la TUA componente egoistica che si cela nelisenso di colpa.

Ti spiego subito di cosa sto parlano.


  • 3.2 - agire per il bene del sistema non esclusivamente per te o gli altri.

Quando agisci sull'onda inibitoria del senso di colpa metti da parte un tuo vantaggio personale per evitare di sentirti male tu.

Il centro della questione sei tu: non gli altri.

Probabilmente ti sentiresti egoista nel dire "No" perché hai solo due posizioni percettive.

  • egoismo (io)
  • altruismo (altri)
Esiste invece una terza posizione:

  • nosismo (noi)
cioè agire per il vantaggio del sistema.

Agire per il benessere di tutti, te compreso, non implica essere sempre accondiscendenti e tolleranti.

Ora leggi con attenzione, per 2 volte, quanto sto per dirti.

Quando inizi a capire che dare qualcosa a qualcuno a costo di danneggiare te stesso, sul lungo danneggia entrambi..

...e che farlo SOLO per non sentirti in colpa equivale ad essere egoista (perché te ne freghi della salute del sistema solo per non sentirti in colpa)...

... il sistema logico che sostiene il senso di colpa inizia a vacillare.

Sentiti in colpa se non agisci per il bene di entrambi perché stai danneggiando l'interno sistema. 

Non puoi MAI sottrarti dall'equazione e credere di poter resistere a lungo senza che rabbia, rancori, rimorsi o tristezza si riversino anche sull'altro.


  • 3.3 - entrare in relazione con persone che sono felici quando sei felice.

Un'altro aspetto fondamentale è iniziare a relazionarsi con persone che gradiscono il tuo piacere.

Se io ti dicessi: "sono felice quando fai quello che ami! Fallo anche oggi!"

E ti relazionassi con me, in questo modo, per un po' di tempo, inizieresti a riportare al centro la tua felicità rendendoti conto di come, con le persone giuste, la serenità dei singoli rinforza in modo ricorsivo quella altrui.



4. Supera il senso di inadeguatezza



Per quanto concerne il senso di inferiorità, gli aspetti sono tre:


  • 4.1 - Definire chi sei, cosa vuoi (e perché)

Questo è un aspetto fondamentale del mio lavoro: approfondire l'ontologia personale fino a raggiungere l'Autenticità. 

Come dico spesso l'autentico è potente e non si fa fregare nemmeno dal demonio e allo stesso tempo non ha paura di svelare i propri limiti e difetti ponendosi come un principiante quando necessario.

Se fai il grand uomo o cerchi di nascondere ossessivamente i tuoi difetti non mi stupisce se poi alla prima critica diventi rosso, ti blocchi, ti impappini e ti viene in mente cosa avresti potuto rispondere solo a casa due ore dopo.

Non è parlato approfonditamente molte volte e ti invito a leggere altri articoli come questo: Essere autentici (pochi ne sono capaci)


  • 4.2 - Distinguere ciò che sei da ciò che fai o hai

Se qualcuno esordisse dicendoti: "Hai delle brutte scarpe" o "Non ti sei comportato bene l'altro giorno", e fosse la prima volta che ricevi una critica da questa persona, come risponderesti?

Potresti farlo in molti modi. 

Sono famoso per la mia "Risposta pronta" ma fidati se ti dico che, indipendentemente da come risponderesti, la differenza la fa ciò che provi internamente. 

Molti in questi casi si sentono attaccati al livello della propria identità.

Sebbene la prima critica riguardi ciò che hai ed al massimo i tuoi gusti personale e la seconda riguardi ciò che fai, molti leggono queste critiche come qualcosa relativo a chi sono.

Non mi piacciono le tue scarpe = non ti voglio bene.

Spezza questa equivalenza e un primo passo è fatto.


  • 4.3 - Cambiare i filtri "Attenzione-Decisione"

Molte persone vivono continuamente con l'attenzione al proprio interno e per le decisioni aspettano il parere degli altri.

Questo ti rende debole, poco pronto e manipolabile.

Inizia dalla quotidianità:


  • Porta molto di più l'attenzione all'esterno: ascolta il doppio, osserva il doppio.
  • Comincia con qualche piccola decisione e prendila tu, senza chiedere consiglio.

Non c'è nulla di male nel chiedere il parere altrui, ma esserne sempre bisognosi ti rende debole ed incapace di fregartene del giudizio o del parere altrui quando è strettamente necessario.



5. Sviluppare la abilità per superare la paura del giudizio



Questo aspetto riguarda le abilità: come rispondere verbalmente e non nei confronti di chi ti giudica, ti critica, non ti rispetta o mercanteggia con le tue esigenze.

Se non ti senti all'altezza è perché, da qualche parte, c'è un qualche tipo di abilità poco allenata.

Vediamo quindi quali sono le abilità e le armi segrete.


  • 5.1 - Riconoscere e gestire le critiche costruttive e non

Certo, non è da gentleman uscirsene senza tatto con la frase in puro stile "Le tue scarpe fanno schifo", molto dipende da come ti viene mossa la critica.

Devi quindi imparare a riconoscere le critiche costruttive da quelle che non lo sono.

Una critica costruttiva (rarissima comunque) non attacca la tua identità con giudizio (Sei...) ma ciò che hai fatto mettendo in luce sia cosa non ha funzionato.

Critica distruttiva: "Sei un idiota, fai sempre lo stesso errore, non imparerai mai".

Critica costruttiva: "Sono amareggiato (IO) perché ti avevo chiesto di comprare le mele e invece hai comprato le pere (TUO COMPORTAMENTO). Vorrei che trovassimo insieme un modo perché non accada più (POSSIBILE SOLUZIONE COSTRUTTIVA)".

Come puoi immaginare pensare di ricevere solo critiche costruttive è utopia perché non c'è abbastanza educazione in merito.


  • 5.2 - Il giudizio ti parla dell'altro: impara ad ascoltare

Spessissimo il giudizio, la critica, il rifiuto ti offre più informazioni sull'altra persona che su di te.

Ti dice qualcosa del giudicante, dei suoi criteri ("Non mi piacciono le scarpe verdi").

Ciò può mettere in discussione te stesso solo non sai chi sei e cosa vuoi (vedi sopra), viceversa riuscirai a distinguere se, colui dal quale viene la critica, fa parte del gruppo di persone con cui intendi relazionarti.

Se sei un artista, i conservatori ti giudicheranno.

Ma tu vuoi stare con altri creativi e originali o vuoi stare con i conservatori e conformisti?

Immagina il mondo come fatto da tante persone di colori diversi.

Se sei azzurro e ovvio che il rosso possa non riconoscerti e criticarti per il tuo colore.

Questo però ti dice solo:

  • Che tu sei azzurro;
  • che lui è rosso;
  • che sei sulla strada giusta per trovare altri azzurri con cui stare.
Nel marketing si dice: puoi vendere solo alla categoria interessata a ciò che proponi. 

Non perdere mai tempo a rispondere a chi non sarà mai un tuo cliente.

Anzi, ti dirò di più: se vieni criticato da chi ha una visione polare rispetto alla tua... guadagni punti con chi, invece, la pensa come te.

Nel caso di chi ti parla alle spalle è fondamentale che tu comprenda che NON puoi impedirlo e succederà SEMPRE.

La cosa migliore da fare è insistere su ciò che ti caratterizza, esprimendo te stesso onestamente, in modo che chi non è in linea con te lo faccia ancora di più.

Hai capito bene: non devi semplicemente fregartene, lascia che accada ancora di più, ma nel modo giusto.

Lascia che chi è diverso da te ti critichi proprio per ciò che senti di essere, diventando il tuo sponsor.

In questo modo diventerai un magnete per le persone del tuo colore.


  • 5.3 - avere la risposta pronta

Avere le abilità per difendersi dalle critiche e dai giudizi altrui è fondamentale.

Una volta sviluppate queste abilità puoi anche decidere di non rispondere affatto ma sapere di essere in grado di farlo è psicologicamente determinante.

Quando saprai di poterlo fare il tuo linguaggio del corpo parlerà per te e nella maggior parte dei casi sarà un deterrente sufficiente nei confronti di chi vuole solo ferirti (almeno davanti).

Io lavoro tantissimo, con i miei clienti, sull'abilità dialettica.

Vediamo qualche tattica.


                 5.3.1 - Critica costruttiva: ringrazia.


Quando una critica è costruttiva, ringrazia e cerca di capire cosa puoi imparare.

Un buon trucco per rispondere prontamente a una critica costruttiva e magari scusarsi è:


  • ringraziare;
  • concordare con una parte di essa qualora riguardi un comportamento / avere;
  • eventualmente aggiungere una parte sulla quale non sei d'accordo;
  • eventualmente chiedere come puoi rimediare.

Critica: "Ieri mi ha dato fastidio quando sei arrivato a tardi, penso che avresti potuto telefonarmi".

Risposta: "Hai ragione. Sono d'accordo avrei dovuto telefonarti. Purtroppo ieri non ci siamo accordati ed ero convinto che mi avresti avvertito se dovevo venire prima. Posso fare qualcosa per rimediare al ritardo?".


Ti consiglio comunque di inizierai a muovere per primo critiche costruttive invece che distruttive: inizierai a distinguerle meglio.

Come noterai è molto simile al chiedere scusa che consta sempre di tre parti:

  • Scusa;
  • è responsabilità mia;
  • come posso rimediare (la parte che dimenticano tutti).

                 5.3.2 - Critica distruttiva: cambiare la cornice


Un buon modo per sviluppare la risposta pronta è rendersi conto che, ogni qual volta una persona ti attacca, incornicia la situazione con dei presupposti.


Il trucco è cambiare la cornice.

Se qualcuno afferma, per assurdo: "Che brutte scarpe che hai, sono verdi!"


La cornice, oltre le parole, è che le scarpe verdi (o forse di colori inusuali) sono brutte.

La mia risposta non sarà giustificare la mia scelta.

Doversi sempre necessariamente giustificare ci rende manipolabili e mina la nostra libertà

Esiste anche l'opzione di non dover giustificare i nostri gusti, ciò che vogliamo e siamo.

La risposta potrebbe essere, sorridendo: "Pensa che le ho prese proprio perché sono verdi, ti piace solo il classico?".

In questo modo la cornice cambia e diventa: "Per me le scarpe di un certo colore sono belle, sei tu che sei solo per il classico".

Un trucco è quello di allenarsi a casa con il diario "Come avrei potuto rispondere=".

Per ogni situazione nella quale non sei riuscito a rispondere celermente scrivi

  • Descrizione della situazione:
  • Come ho risposto:
  • Mi sentivo in colpa e/o inadeguato?
  • Perché non avrei dovuto sentirmi in colpa e/o inadeguato?
  • 10 risposte che avrei potuto usare.

                 5.3.3 Critica distruttiva: usare l'ironia ma non il sarcasmo


Imparare ad usare l'umorismo è fondamentale.

E' un'arma potentissima che non puoi permetterti di non avere nel tuo arsenale.

Prendiamo il caso di prima: "Che brutte scarpe che hai, sono verdi!"

Usando l'umorismo posso stemperare i toni, cambiare la cornice, dimostrare la mia capacità di gestire le critiche e mettere in scacco il -poco gentile- interlocutore.

Risposta sorridendo, distraendosi e rispondendo con non-chalance: "Il resto della tuta di Hulk mi arriva la settimana prossima".


                 5.3.4 Critica distruttiva: tira fuori il potere personale.


Qualora necessario devi avere nel tuo bagaglio di abilità la capacità di importi in modo assertivo.

Non evitare gli scontri quando necessari: se lo fai diventerai sempre più debole.

Ammetti gli errori quando sono tali ma non temere di rimanere fermo sulle tue posizioni se i dati oggettivi ti danno ragione.

Se non disegni i tuoi confini le persone proveranno sconfinare per vedere fino a dove possono arrivare nella relazione con te.

Invece se le persone sanno fino a dove possono spingersi, non oseranno oltre.

Se qualcuno sconfina, il No deve essere chiaro, forte e immediato.

Un'esempio?

Qualcuno con il quale non hai una relazione profonda prende un oggetto di tua proprietà senza chiederti il permesso.

  • Per prima cosa mi assicuro se sapeva che era mio, dopo di che, se per me è un no secco direi, con sguardo diretto e deciso (se pensi di non poterlo fare è perché non hai ancora messo a punto gli aspetti trattati in questo articolo): "Gradirei che non prendessi nulla di mio senza chiedermelo".
  • Se l'altro si giustifica ti basterà dire: "Tranquillo, nessun problema, ci siamo chiariti".
  • E ristabilisco la relazione (Un sorriso, una pacca sulla spalla...).


6. Ricapitoliamo: come fregartene di ciò che pensa la gente



Ricapitoliamo i passaggi:

1. Supera i sensi di colpa.
     - Cambia i tuoi criteri.
     - Agisci per il bene del sistema.
     - Stai con le persone giuste.

2. supera il senso di inadeguatezza.
     - Scopri chi sei e cosa vuoi (e smettila di nasconderti o metterti sul piedistallo).
     - Distingui chi sei da cosa fai e cosa vuoi.
     - Cambia i filtri Attenzione-decisione.

3. Sviluppa le abilità.
     - Riconosci e le critiche costruttive e non.
     - Riconosci i valori di chi ti critica.
     - Risposta pronta (Concordare parzialmente, cambiare cornici, sviluppare ironia).



7. Facile a dirsi ma da solo non ce la faccio...



Come sarebbe se potessi imparare tutto questo velocemente, facilmente e senza accorgertene?

Pronti: ti aiuto io!

C'è un video pronto per te, per cominciare: scrivi la tua e-mail nello spazio apposito qui sotto e scaricalo subito.

Il video è gratuito: scaricalo subito!


Un abbraccio, Marco.



3 commenti:

  1. Grazie e ancora grazie, sono così felice di aver trovato il tuo meraviglioso blog che non mi sembra vero , proprio quello di cui ho bisogno, una guida ...e visto che non credo "al caso " sono convinta che se sono arrivata qui su questa pagina e se le tue parole mi risuonano così forte, un motivo c'e'

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  2. Complimenti anche da parte mia. Io xo dopo aver letto tanto e tanto..ora aver incontrato te...aver seguito una terapia di anni.. Continuo con la mia ansia.. Con la voglia di liberta ma la totale incostanza nel mantenere un livello di autenticita che mi consenta di uscirne davvero. Non so piu che fare.. E sto male. Ho una belva dentro che vorrebbe uscire ma non glielo consento e lei divora me.

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  3. Complimenti anche da parte mia. Ho letto tanto materiale.. Ora incontrato te.. Seguito una terapia per anni.. Ma nonostante cerchi la liberta non riesco a mantenere um livello di autenticita tale e stabile x un periodo sufficiente a rafforzarmi e uscirne del tutto. L ansia imperversa.. Urla.. Vorrei riuscire ad ascoltarla e ad urlare ank io ma alla fine vince il coniglio che è in me. È in realta una belva che non esce e mi divora da dentro. È strano ma ogni volta che ri cado fa piu male.. La sfiducia nelle mie capacita di uscirne sta vincendo sull ottimismo. Non ne posso piu. Sembra che tutti abbiano una soluzione.. Io la comprendo la vedo.. Ma non riesco a farla davvero mia. Spero tu mi legga. Grazie

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)