Come essere unici

Come essere unici
Se vuoi riscoprire quale sia la tua unicità e come poter essere unico, diverso ed originale dovresti prima chiederti come puoi tirare fuori qualcosa che è da sempre scritto nel tuo DNA.

Sei nato unico. Però potresti aver seppellito alcune qualità che ora devi riscoprire per ritrovare quello stile, quel modo di essere ed esprimerti che è solo tuo ed inimitabile. E poi emanarlo.

Hai mai visto un bambino "come tanti"? Un bambino non è mai anonimo: è sempre speciale. Tu com'eri?


Un bambino è libero dalle sovrastrutture che l'apprendimento e la società gli imporranno successivamente ed entra in relazione con il mondo in modo assolutamente unico, ingenuo, spontaneo e non conferme ad alcuna etichetta.

A meno che il tuo nome non sia Benjamin Button, anche tu sei stato bambino, ergo con un semplice sillogismo puoi trarre da te la conclusione.

Non c'è un altro essere umano come te in tutto il pianeta: perfino i gemelli sono in qualche modo diversi l'uno dall'altro.

Questo dovrebbe forse inorgoglirti? 

No, come te anche gli altri sono unici.

Questo vuole forse dire che siamo tutti "uguali" nella nostra diversità? 

Non penso.

E' innegabile che qualcuno sia dotato di talenti più facilmente spendibili e accettare che qualcuno sia ad un qualche livello inarrivabile, abbandonando quella spazzatura chiamata "perfezionismo" è quasi un passo obbligato per esprimere chi sei.

Il mondo avrà sempre la sua sfumatura competitiva...

...ma allo stesso tempo credo che non esista nessuno
che inseguendo i propri talenti non possa, prima o poi,
farli fruttare in qualche modo.

Arriviamo al dunque: tu sai qual è la tua unicità?



Non sapere non è un problema: muoviti


Durante i corsi o nel coaching privato, quando chiedo alle persone quale sia la loro unicità, la maggior parte di loro, semplicemente, non lo sa.

Non lo sanno e nella peggiore delle ipotesi, si ritengono "uno dei tanti".

Sia chiaro: penso che essere normali vada benissimo, anzi, molti dovrebbero imparare ad esserlo un po' più tranquillamente, senza inseguire qualche strana mania di grandezza.

Allo stesso tempo però, allineare i tuoi talenti con quello che vuoi è quanto di più gratificante possa esistere.

Come fare quindi per essere unici?

Il consiglio che voglio darti è questo: per prima cosa smetti di essere un decatleta.

I decatleti sono fra i gli atleti più preparati e capaci che ci siano. Sono una macchina da sport.

Sono campioni in 10 discipline diverse e le padroneggiano con una maestria quasi pari a quella degli specialisti.

Tuttavia, quando si parla di talenti, a meno che il tuo talento non sia proprio l'essere portato per la varietà, siamo tutti centometristi.

Siamo tutti capaci di fare poche cose, veramente bene e in un modo tutto nostro.

Purtroppo l'italiano medio (e ci caschiamo tutti) è un po' presuntuoso in questo senso.

Conosco parecchie persone che credono di saper far tutto, hanno un'opinione su tutto e hanno la soluzione a tutto.



Il metodo "esclusione talento-principiante"


Se non sai qual è la tua unicità, inizia a scoprire cosa non lo è e, in quel campo, torna ad essere felicemente principiante.

Ammetti brutalmente la tua incapacità o mancanza di preparazione in tutto ciò che non è tuo.

Fallo a costo di apparire principiante in tutto, buttando via ciò che non ti rappresenta.

Perché spegnendo tutte quelle luci, come per incanto,
 una inizierà a brillare con più forza: 
inizierà ad emerge quello che è tuo.

A quel punto lascia tutto il resto e dedicati solo a quello: prendi quello che tuo, aggiungi quello che utile, togli quello che è inutile.

Questo  è il metodo "indiretto".

Se invece vuoi scoprire "direttamente" quale sia la tua unicità esistono due modi:


  1. quello al prezzo di un caffè al giorno: beYourself
  2. lavorare direttamente con me: Coaching di nuova generazione


Un abbraccio, Marco.



12 commenti:

  1. Parole sacrosante ed attualissime. Leggendo questo articolo qualcosa si è smosso, grazie: approfondirò volentieri beyurlsef.

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  2. Marco questa volta ti sei proprio superato, credo che sia il miglior articolo del blog.

    E la cosa più bella è che sei italiano pure tu :)

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    1. Grazie Roby, sono felice che ti sia piaciuto, anche se l'idea andrebbe approfondita.

      L'unicità è forse l'idea chiave del mio lavoro e potrei parlarne per ore, ma tu lo sai.

      Marco

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  3. Non so se sia possibile ma credo che la mia unicità sia quella di non avere alcuna unicità. Possibile? Brutto ma forse si

    Enrico

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    1. Improbabile ma anche fosse potresti sempre imparare come essere "principiante in tutto"... imparando di fatto molto più chi "nasce imparato".

      Se non sei nato d'oro tieni a mente che c'è chi colleziona oggetti di bronzo.

      Comunque, ho già detto che è improbabile? :)

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  4. Daniele Ferrari29 maggio 2014 21:57

    Ti ringrazio anche qui! In parte so di aver ispirato questo post e la cosa mi inorgoglisce.
    Cmq, mi ha colpito questa frase: "Ammetti brutalmente la tua incapacità o mancanza di preparazione in tutto ciò che non è tuo". Nessuno di noi sceglie la propria unicità secondo te dopo averla scoperta qualcuno potrebbe desiderane un'altra che non può avere?

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    1. Senza dubbio, per ragioni che sarebbe troppo lungo approfondire ora, alcune persone sono portatrici di un "fascino inibitorio".

      Ma se esprimi te stesso, prima o poi scoprirai di non aver bisogno di altra unicità se non la tua.

      Non scegliamo la nostra unicità ma non c'è unicità che non liberi da desideri inutili chi la fa fruttare.

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  5. Grazie Marco, hai qualche consiglio per tornare a essere principianti?

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    1. Certo, ne ho 2.

      1. Non cercare consigli per qualcosa che devi semplicemente accettare e comportarti di conseguenza.

      2. Per tutto il resto lavora con me il prima possibile.

      Marco

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)