Essere se stessi “qui ed ora”.

Essere presenti, qui ed ora, è come essere una tigre come questa.
Nel settore dello sviluppo personale si  parla spesso di essere "qui ed ora", di stato di flusso, di essere presenti.

Ma la maggior parte dei metodi per vivere nel presente, qui ed ora... si rivela essere del tutto inadeguata alla prova dei fatti.

Il motivo? Semplicemente perché per essere qui ed ora ti servono delle abilità.
Non tecniche, non esercizi strani, non yoga, non meditazione... abilità. 

Hai 5 anni e sei alto un metro o poco più.

Sali le scale di quello scivolo giallo al parco giochi, sei sulla vetta, sembra alto, per te.

Provi un’emozione strana, un cocktail di paura ed eccitazione.

E’ bello.

Ti lasci andare.

Il tuo vestibolo, all'interno dell'orecchio, risponde al cambiamento e il corpo prova piacere: sei immerso nell’esperienza... sei te stesso.

Le persone desiderano questo: essere se stessi.

Esistono dei momenti nella vita in cui, siamo semplicemente immersi in quello che facciamo, come sullo scivolo da piccoli.

Alcune tribù parlando di queste attimi descrivendoli con dovizia di particolari, attimi in cui "l'attività compie noi stessi".

Magari prendi l’auto e vai a fare una passeggiata al lago.

Il sole, la brezza, le impressioni curiose che riempiono la tua mente, come quel pescatore che cattura un grosso pesce o quell'istante in cui noti qualcosa di semplice ma inaspettato: l’ordinaria magia si compie nuovamente, ancora una volta.

Sei solo te stesso, spontaneamente.

Non esistono attimi banali dei quali disinteressarsi.

Sentiamo di essere noi stessi quando siamo naturali e spontanei.

Sono momenti strani perché, quasi sempre, siamo in grado di razionalizzarli solo a posteriori.

Se mentre scivolo la mia mente si sofferma su qualcosa, come un giudizio per esempio, se non mi lascio coinvolgere preoccupandomi del futuro o nel passato, senza rendermene conto, tutto si ferma.


Devi capire che hai due modalità di funzionamento.

--> La prima è “essere” e coinvolge tutti i sensi,

--> la seconda è “ragionare" o "giudicare" o "pensare" ed è un'attività che richiede energia.

Non puoi vivere "fuori" da te stesso.

Razionalizzare, ragionare, osservarsi, etichettare, significa vivere lontano dal corpo e dall'esperienza.

Siamo fatti per vivere dentro l’esperienza e ragionare o riflettere solo quando è davvero richiesto.

Proprio come sullo scivolo: la paura è sempre meglio della noia.

Eppure molti di noi pensano così tanto e così spesso che finiscono per tagliar fuori i sensi, e lo fanno da così tanto tempo ormai, che è diventata un’abitudine

Se davanti a uno splendido monumento o paesaggio non riusciamo ad "emozionarci", qualcosa non va: abbiamo imparato ad interrompere il flusso.

Viviamo dentro piatte fotografie. 

Se la tua mente si ferma su un'oggetto e inizia a "parlarti" di quell'oggetto" sei uscito dall'esperienza.

Stai osservando la tua idea di quell’oggetto e non l’oggetto stesso.

Ma così non ne sarai coinvolto. Ecco quello che ci manca.

Lo stesso vale per la spesa da fare, il prossimo problema da risolvere, ciò che non voglio, le preoccupazioni... mentre gli dedichiamo tutto il nostro tempo ci stiamo perdendo "tutta la celestialità della scena".

E’ come un’orologio che inizia a perdere colpi, qualche ultimo rintocco e la mente si ferma e inizia a girare intorno alla stessa idea o concetto senza riuscire più ad uscirne.

Questo “ruminare” continuo è uno stress cognitivo pazzesco.

Quando viviamo in questo modo sentiamo che manca qualcosa e andiamo a cercarlo all’esterno.

Andiamo alla ricerca di quel qualcosa che crediamo possa riempirci e riportarci, da adulti su quello scivolo, che tanto ci manca.

Se non lo otteniamo, le cose peggiorano.

Se lo otteniamo... che strano... 

...non è poi così bello come ci aspettavamo e si presenta il prossimo problema...

Il tempo scorre ma non riusciamo ad assaporare l’attimo.

Non siamo più del tutto noi stessi, perché stiamo usando una modalità d’uso della mente meravigliosa ma “ausiliaria”: la neocorteccia.

Essere presenti significa “sentire le emozioni collegate con quello che stiamo facendo" e, un istante dopo, vivere il fotogramma successivo e poi quello immediatamente successivo... e quello dopo ancora, senza interruzioni.

E se ci interrompiamo? Se quel ricordo torna alla ribalta?

Dolcemente, basta ripartire, lasciarsi incuriosire da qualcosa.

Il mondo è imprevedibile, questo ci fa paura, ma significa anche che può succedere di tutto e le cose belle succederanno anche te.

Se ci interrompiamo di nuovo e ancora una volta? Non importa, basta lasciarsi incuriosire, interessare, affascinare, provare un'emozione.

Giunge un pensiero? Passa alla prossima immagine, suono o sensazione che proviene da fuori o dentro di te, alternativamente, come in una danza oppure, se quel problema non ci lascia in pace, probabilmente è arrivato il momento di andare in un posto tranquillo e "viverlo".

Non importa se l’ultima impressione sia stata bella o brutta: occorre notarla, certamente non cacciarla o fingere che non esista, decidere se dedicarvisi subito oppure no, ed eventualmente passare al prossimo stimolo per evitare di congelare un processo che deve invece fluire.

Piano piano ciò che fai inizierà a colorarsi, ricomincerai a sentire come i suoni vibrino sempre in qualche punto del tuo corpo e a notare quelle piccole sensazioni a cui non avevi più fatto caso.

Come il senso di comodità o il piacere di ogni gesto.

La cascata di quel piccolo ruscello ghiacciato si scioglie e ricomincia a fluire.

Se riesci a trasformare la tua mente da macchina fotografica in bianco e nero, che coglie istanti sui quali si sofferma a compiere ragionamenti o giudizi senza fine e senza senso....

...in una telecamera che coinvolge tutti i tuoi sensi e che continua a registrare senza mai fermarsi... potrai ballare liberamente, fare la spesa liberamente, giocare liberamente, rispondere prontamente,

ed essere liberamente te stesso.

Dedicando spazio alla riflessione solo in quel momento che tu hai scelto.  

Se ti fermi il mondo va avanti.

Avanza con il mondo, fluendo liberamente dentro e fuori di te.

Allora sei te stesso..

...e forse scoprirai di avere desideri diversi da quelli che pensavi ti appartenessero.

I problemi vanno affrontati, a volte serve ascolto e aiuto ma inizia fin da subito a riconoscere la differenza fra vivere e congelarsi.

Un abbraccio, Marco.



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