Meglio essere se stessi o cambiare?

meglio essere se stessi o cambiare?
Mi diverte leggere quanto si trova in rete sull'argomento Autenticità e, onestamente, mi fa piacere che se ne parli... anche se, a onor del vero, sono pochissime le persone preparate in merito.

Per esempio, una delle domande che ho visto porre più spesso nei gruppi di discussione è: "Meglio essere se stessi o cambiare?"

Ecco: questa domanda oltre ad essere mal posta, dimostra quanta confusione aleggi ancora oggi in merito all'idea di essere se stessi. 



Confrontare mele con le pere.


C'è tanta di quella confusione intorno a parole come autenticità, essere se tessi, unicità talenti, vocazione che è a volte non so davvero da dove cominciare.

Trovo anacronistico dover ripetere certe cose ancora oggi ma anche se è un lavoro sporco qualcuno deve pur farlo.

Quindi, primo aspetto: cambiare non significa diventare qualcun altro.

Non puoi MAI diventare altro rispetto a te stesso. Puoi solo mascherare te stesso.

Cambiare non è quindi un sinonimo di apparire e so perfettamente che è questo ciò che pensano le persone quando pensano al cambiamento.

Pensano allo snaturarsi, al cercare di essere diversi da se stessi.

Pensano che cambiando diventeranno altro, che non si riconosceranno più.

Quindi, stampatelo a ferro e fuoco nel cervello: cambiare, migliorare, apprendere, imparare, crescere, fare esperienza, maturare... sono TUTTI sinonimi.

Parlano di come evolviamo.

L'evoluzione umana è molto simile a ciò che succede ad un bruco quando diventa farfalla. E' avvenuto un cambiamento, una trasformazione, una metamorfosi... ma l'identità non è cambiata.

Che tu lo voglia o no, non smetti di crescere a 18 anni solo perché hai dato l'esame di maturità.

Clare Graves con le sue dinamiche a spirale ha teorizzato come l'essere umano continui il suo sviluppo e la sua crescita praticamente fino all'ultimo giorno della sua vita.

Il livello autentico è un paradigma di pensiero che raggiungi PROPRIO attraverso il cambiamento.

Di conseguenza la domanda "Meglio essere se stessi o cambiare" è mal posta.

Diventi te stesso PROPRIO attraverso il cambiamento.


Diventare se stessi... cambiando!


Lascia che ti dica una cosa: il 99% delle persone non sono autentiche ergo in un certo senso non sono se stesse (o non si mostrano tali).

Probabilmente non lo sei nemmeno tu.

Sei opaco, non trasparente.

Lascia che definisca l'idea di essere se stessi, autentici:

Essere autentici significa conoscere se stessi e cosa si vuole e comunicarlo all'esterno, filtrando i nostri reali pensieri o desideri solo per scelta e mai per inibizione.

Onestamente, fra me e te... vivi davvero in questo modo?

Sai chi sei, sai cosa vuoi... senti di pancia che sei te stesso?

Riesci a esserlo sempre e monti una maschera solo nel rispetto dei tempi altrui o dei rituali sociali e MAI per assenza di coraggio?

Se sei onesto ti renderai conto da solo che probabilmente non è così.


Questo vuol dire che il bruco deve ancora diventare farfalla.


Questa metamorfosi è proprio un cambiamento.

Cosa cambia se non sei tu a cambiare?

Cambiano i tuoi valori. Cambiano le tue convinzioni. Cambiano i tuoi pensieri.

Tu non cambi, evolvi.

Durante questo viaggio di trasformazione, diventi te stesso, autentico appunto.

Chi sei è nascosto nella roccia: rimuovendo le inibizioni lo scultore tira fuori l'opera d'arte che sei.

Mentre la roccia cambia, colpo su colpo, prende forma la scultura che però è sempre stata, potenzialmente lì, nascosta nella nuda pietra.



Cambiare per il motivo sbagliato, ecco quello no!


Il cambiamento è quindi necessario.

Il centro della questione è un altro.

E' Il motivo per cui decidi di cambiare che ti avvicina o allontana da te stesso.

Buona parte del mio lavoro è proprio quello di rendere trasformazione e cambiamento quanto più semplici possibile.

Tuttavia quando si tratta di migliorarsi emerge un dilemma, spesso non così facilmente risolvibile:

Se miglioro me stesso vuol dire che così come sono non basto?

In realtà occorre fare una distinzione piuttosto sottile per comprendere appieno la parzialità di questo assunto.

Ci sono due tipi di motivazione che possono spingere una persona a intraprendere un viaggio di questo tipo.


  • La prima:  "Non mi piaccio, quindi voglio migliorare"
    ("Fuggi dal dolore").
  • La seconda:  "Mi piaccio così come sono ma voglio migliorare"
    ("Vai verso il piacere").

Spesso queste leve motivazionali si alternano o sono presenti in percentuali diverse, contemporaneamente.

Ma la vera distinzione è un'altra: 

le persone che iniziano un percorso di miglioramento sospinti da una leva motivazionale "Fuga dal dolore" rischiano davvero di allontanarsi da se stessi, aggiungendo maschere su maschere.


Il vero talento, ciò che esalta te stesso, si nasconde sempre nel cambiamento sospinto da una leva "Verso il piacere".

Migliorarsi per mancanza, infatti, non necessariamente (anzi mooolto raramente) porta una persona ad accettarsi DAVVERO per quello che è, ad essere felice e ad ottenere il massimo da se stessa.

Questo tipo di cambiamento può davvero allontanarti da te stesso perché di fatto, aggiunge inibizioni e maschere e doveri ulteriori.

Chi non accetta se stesso, percependo come impossibile apprezzarsi per quello che è, si formerà un ideale infinitamente distante da se stesso (perfetto).

La distanza fra chi siamo e chi crediamo di dover essere per avere successo è incolmabile: non puntare mai a un ideale, punta ad essere ancora più te stesso... al 100%. E' lì che si cela tutto il tuo potenziale.

Ogni volta che sentiamo una mancanza sfruttiamo solo una parte delle nostre risorse.

Non possiamo essere che noi stessi, e spesso, il nostro ideale, chi vorremo essere, è così perfetto che, per definizione, è irraggiungibile.

Nel fare questo le emozioni negative e gli errori diventeranno inaccettabili e quindi fonte di ansia.

Così, migliorando per inibizione, una persona inizia ad alternare stati di maggior fiducia in se stessa, a momenti in cui ricade in stati emotivi di profonda mancanza.

Perché?

Perché per abitudine ha imparato a filtrare e a concentrarsi solo quello che manca invece che sulla bellezza di quello che è presente...

L'unico modo per migliorarsi davvero è porre prima di tutto l'enfasi sulla riscoperta di chi sei e sulla tua identità e unicità e questo presuppone un cambiamento verso il piacere:

Il cambiamento che devi fare riguarda prima di tutto la tua attenzione.

Dove porti la tua attenzione ottieni i tuoi risultati: concentrarsi su chi sei e quello che vuoi è qualcosa che si impara.

Solo quando emerge un profondo senso di identità, possibilità, unicità e direzione, può avere senso iniziare un percorso di miglioramento il cui scopo non sarà più quello di migliorarti per piacerti ma di migliorarti per il piacere di farlo...

In definitiva: meglio essere se stessi o cambiare?

Meglio apprendere come essere se stessi e cambiare ciò che ce lo impedisce.

Se vuoi approfondire questo approccio, scrivi la tua e-mail qui sotto e guarda subito il video di 30 minuti gratuito che ho preparato per te.





Un abbraccio, Marco.





1 commento:

  1. Non fa una piega! Trovo incredibile che ancora oggi molte persone pensino al cambiamento come qualcosa di brutto o impossibile. Fai un notevole lavoro educativo, hai tutta la mia approvazione e tra parentesi scrivi benissimo ho letto il post rapito dall'inizio alla fine. Lo farò leggere ad alcune persone un po' confuse relativamente alla propria identità.

    Un saluto dalla Francia.

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)