Cosa significa essere se stessi? Non è come credi

Cosa significa essere se stessi?
Ti sarà già successo di ricevere il buon vecchio suggerimento: "Sii te stesso".

Ma quanti di quelli che te lo hanno suggerito, ti hanno poi spiegato cosa vuol dire, cosa significa essere se stessi?

Quando parlo di essere se stessi alcuni pensano che stia filosofeggiando, che siano frasi fatte, che sia un argomento che poco ha a che vedere con il quotidiano: fidati, fra poco capirai che essere se stessi significa tutt'altro. 



Il significato delle parola "essere" e il ponte tibetano


Premessa: il nostro carattere e le nostre idee si sono formati nel rapporto con gli altri.

Tecnicamente noi stessi siamo anche tutte le persone che abbiamo incontrato e ci hanno, pur involontariamente, influenzato.

Tuttavia esiste un modo di essere originario, un modo di essere che fai tuo per imprinting nei primi 3 anni della tua vita.

E' quel modo di essere in cui sei completamente assorbito da ciò che fai e in cui la mente è in stato di grazia.

Essere è un verbo molto concreto che è stato privato della sua solidità da filosofie e prive di qualsivoglia connotazione pratica.

Essere viene dalle lingue di ceppo indoeuropeo e significa "Esistere".

Tu come sai di esistere?

Attraverso i tuoi sensi, attraverso ciò che vedi, ascolti, tocchi.

Essere se stessi equivale a "Sentirti... te"... ma di pancia, non solo di testa.

Tempo fa è stato fatto uno studio molto interessante.

Ad alcune persone è stato chiesto di attraversare un ponte tibetano, uno di quelli traballanti fatti di legno e corde.

Ad altri è stato chiesto di attraversare un ponte "comune", solido e sicuro.

Al termine del percorso i partecipanti, tutti di sesso maschile, venivano intervistati da una donna molto avvenente.

Il risultato? La maggior parte degli uomini che avevano attraversato il ponte tibetano...

... ci hanno provato con la donna.

La maggior parte di quelli che hanno attraversato il ponte sicuro erano decisamente più inibiti.

Perché? 

Perché sul ponte non hanno pensato.

Sul ponte hanno "Sentito" il proprio corpo e l'hanno fatto per un tempo sufficiente da "Liberarsi delle proprie inibizioni".

Cosa vuol dire essere se stessi quindi?

Significa sentirsi pienamente... noi... sottopelle, nei muscoli, in ogni fibra del tuo corpo, sempre e con chiunque.

Essere se stessi significa definire sensorialmente la tua identità ed è quanto di più concreto tu possa fare per iniziare a cambiare la tua vita e le tue relazioni.

Fino a quando non hai raggiunto questo tipo di  autenticità, ti mancherà sempre qualcosa, anche se sarai ricco, bello, prestante o intelligente.


Tornare ad essere te stesso e le inibizioni sociali


Quando chiedo a un cliente: "Tu chi sei?"... 

...di solito risponde senza coinvolgimento, dicendo il proprio nome o al più collegandolo al proprio ruolo, ad esempio "sono Marco il coach", oppure a un legame affettivo, ad esempio "sono Luca il fratello di Elena" o ancora ad una caratteristica o ad un attributo della propria personalità.

Definire la propria identità in questo modo è piuttosto comune ma inefficace.

In realtà, la risposta alla domanda "chi sei?" è qualcosa che ha più a che vedere con delle sensazioni ed emozioni: le parole sono solo la punta dell'iceberg.

Non è facile rispondere perché molti di noi sanno più chi sono, per questo quasi nessuno ha la minima idea di cosa significhi essere se stessi.

Siamo così influenzati dalle altre persone, da un approccio, un metodo, un sistema, una religione, dai miti della nostra società, da chi riteniamo più in gamba di noi e dall'autorità, che finiamo per fingere inconsapevolmente di essere qualcun altro di non ben definito, concetto che io chiamo "maschera".

Così molte persone si relazionano con gli altri e con il mondo mimando atteggiamenti, modi di fare, di dire e di essere che non li rappresentano davvero per poi concludere di essere degli incapaci quando, di fatto, non si sono mai messi in gioco in prima persona. 

Essere se stessi significa tornare a essere chi sei sempre stato: implica togliere qualcosa, non aggiungere informazioni.

Solo successivamente, attraverso l'esperienza potrai far diventare parte di te idee e insegnamenti che, in una determinata fase della tua vita, senti risuonare come profondamente in linea con chi sei in quel momento.

Se sei "te stesso" e non hai mai giocato a biliardo, per fare un esempio, continui a non saper giocare a biliardo.

Ma sei nella miglior posizione per imparare perché, se torni a essere te stesso e fai esperienza di ciò di cui sto parlando, inizierai a collegare il tuo senso di valore personale alla tua identità e alla tua storia invece che ai tuoi risultati...

...questo ti consentirà di agire sempre come un principiante che è, appunto, la miglior posizione per migliorare in fretta e bene.

Se inizi a sentire di valere perché che sei tu,  ancor prima che per quanto sei capace,  diventerai capace perché apprenderai infinitamente meglio.

So cosa pensi: e se tutto il mondo mi rema contro? 


Diciamo che tu abbia capito cosa significhi essere se stessi, ovvero sentirsi sensorialmente, pienamente noi.

Sarebbe sufficiente per esserlo?

La risposta è... no!

Perché?

Perché prima ti servirebbe: 

  • un modo per esserlo (ovvero: "Come si fa?") ed abilità granitiche;
  • ...e un modo per esserlo... anche se tutto ti rema contro.

Spesso quando proviamo a porci con gli in modo autentico, gli altri sembrano riportarci indietro.

Non è per nulla facile raggiungere il successo (qualunque cosa voglia dire per te questa parola) a partire dall'autenticità, unicità e talenti se le persone che frequenti più spesso... ti remano contro.

Ecco perché il modo più veloce per tatuarti quanto ti sto dicendo nel DNA è quello di avere un mentore.

Avere qualcuno che ti guidi alla ricerca di te stesso e che ti insegni in modo pratico come esprimerti al meglio con gli altri, è il modo più veloce per raggiungere l'autenticità.

Penso che questo dovrebbe essere il ruolo del "Padre" con i suoi figli... ma pochissime persone hanno ricevuto questo tipo di addestramento.

Bene: questo è ciò che faccio io grazie a diversi anni di studio nel settore del teatro e della crescita personale-

Se vuoi approfondire cosa significa essere se stessi e come esserlo... c'è un video di 30 minuti gratuito: ti basta inserire la tua e-mail nell'apposito spazio alla fine dell'articolo e iniziamo subito a lavorare insieme (e funziona anche se pensi di essere imbranato).



Un abbraccio, Marco.



2 commenti:

  1. Concordo. Si tratta di domande ontologiche a cui non è facile trovare risposta. Qualcuno diceva "Cogito Ergo Sum", quindi forse al di là della ricerca epistemologica occorre interrogarsi, da un punto di vista filosofico -inteso come amore per la conoscenza-, di cosa si stia davvero parlando.

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    1. Antonio... torna sul pianeta terra :)

      Le domande ontologiche (Che riguardano "l'essere", ad esempio: "Chi sono?") trovano risposta in una sensazione "di pancia" e non in un'insalata di termini complessi, privi di qualsiasi connotazione sensoriale, che non possono portare a nulla di concreto.

      Quel genere di filosofia è una pippa mentale e va riscritta.

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)