La paura del fallimento: i 3 segreti per superarla

paura di fallire
Non c'è niente da fare: è un classico nel mio lavoro e prima o poi salta fuori. La paura del "fallimento", di commettere errori, delle critiche, dei rifiuti e degli insuccessi... 

...è, per molti, una delle prime cause di insoddisfazione perché, banalmente, senza azione, non c'è cambiamento.

Spesso le persone cresciute in un contesto in cui "no" prevalevano sui "sì" (la scuola italiana, ad esempio...), hanno imparato a non agire e a rimandare.


Fondamentalmente hanno imparato a non sbagliare (ora),  piuttosto che a concentrarsi su quello che vogliono (prima o poi).

In quest'ottica iniziano a figurarsi l'azione da un'angolazione molto limitante perché tutta l'attenzione si sposta sul primo risultato (che non deve essere negativo), generando così una forte ansia da prestazione...

...con conseguente immobilità.

L'obiezione classica di chi vive l'azione da questa angolazione?

"...e se poi va male?". 

Esistono molti antidoti a questo tipo di paure ma voglio suggerirtene 3 che, per me, sono davvero illuminanti.



Segreto 1: chi diventi per il solo fatto di farlo?



Quando intraprendiamo un'azione, qualunque sia il risultato, ne usciamo trasformati.

Qualunque cosa tu voglia ottenere, l'azione che può permetterti di ottenerlo è di per sé più che sufficiente per avvicinarti a quello che vuoi, indipendentemente dal risultato.

Un esempio?

Se decidi di parlare con una persona che ti piace, indipendentemente dal risultato, questa azione ti trasforma e ti insegna ad avere iniziativa, a prenderti le tue responsabilità, a sviluppare tolleranza ad errori e alle decisioni degli altri.

L'azione ti insegna come ottenere quello che vuoi, anche se non lo ottieni subito.

Quando inizi a muoverti verso quello che vuoi e ad imparare cose nuove, ti accorgi di quanto fosse pericoloso stare fermo (sebbene sembrasse più comodo e sicuro).

Inizia davvero a spostare la tua attenzione dal risultato ai

vantaggi al di là dei risultati

Quale beneficio puoi trarre dal compiere un'azione che sai di voler fare... 

...per il solo fatto di averla fatta?

Prendi un foglio di carta e trova almeno 5 benefici primari (perché è il risultato ad essere secondario) che otterrai compiendo una prima, piccola azione.

Se pensi che non ci siano vantaggi nel compiere un'azione di quel tipo, allora ecco un primo "virus" su cui iniziare a lavorare.

Quando inizi a spostare la tua attenzione dal risultato ai vantaggi intrinseci dell'azione stessa, l'ansia da prestazione si riduce di molto.



Segreto 2: l'azione illumina la strada



L'azione è uno strumento di decisione.

Siamo abituati a pensare che le decisioni vadano prese nella nostra mente, con i dati che abbiamo.

In realtà, soprattutto quando siamo indecisi, è l'azione a chiarirci le idee.

Banalmente, se non so a quale università iscrivermi, presenziare a una lezione introduttiva può facilitarmi nella scelta.

Facile da capire... eppure in molti casi ce ne dimentichiamo.

Inverti i fattori!

Prima spara, poi mira: ogni azione ha per te una nuova informazione.

Quando un'azione comporta un rischio molto grande, inizia a compiere delle azioni che ti aiutino decidere quale sia l'azione successiva.

Desiderio ->  azione 1 -> informazioni 1 -> azione 2 -> informazioni 2 -> azione desiderata

Fare quella telefonata, anche se sai già che riceverai un rifiuto, può quindi essere enormemente utile perché solo dopo averla fatta, saprai qual è il passo successivo.



Segreto 3: ritorno al futuro



Fra essere fortunato ed ottenere quello che vuoi... 

...ed avere quello che vuoi perché sai come ottenerlo,

cosa sceglieresti?

Spesso le persone non agiscono perché la loro attenzione è sul risultato e, di conseguenza, sull'ottenere, ora, quello che vogliono (sperando quindi di essere fortunati).

Il range temporale entro il quale operano è così piccolo che tutta l'importanza ricade su quell'unica singola azione (che quindi è meglio rimandare a quando saremo "pronti"), quando, in realtà quasi mai una sola azione è davvero fondamentale (e senza azione non si sviluppa "prontezza").

Ciò che conta non è l'azione, ma avere il giusto atteggiamento verso l'azione per tutto il tempo necessario.

Immagina allora di aprire lo sguardo e di osservare, con un binocolo un momento lontano del tempo, ad esempio a 2 anni da adesso.

Immagina di spostare laggiù, il risultato che vuoi.

Puoi iniziare a concentrarti su quello che vuoi fra qualche tempo, in modo da percepire l'azione che devi compiere oggi come un ponte, un passaggio.

paura del fallimento: come superarla? Come in un colpo di Karate, come in questa immagine.
Quando un karateka vuole rompere una tavoletta, si concentra su colpire un punto immaginario che si trova al di là di essa, trapassandola.

Se sposti la tua attenzione nel futuro, l'azione che compi oggi è come la tavoletta per il karateka:

puoi trapassarla, imparando qualcosa che ti consenta, di raggiungere quello che tanto desideri.


Vuoi saperne di più? Allora ho un regalo per te: un'occasione vantaggiosa da prendere al volo.


Se vuoi imparare gli altri segreti per gestire al meglio critiche, errori, rifiuti e insuccessi,  scrivi la tua e-mail nello spazio qui sotto e ricevi un video gratuito di 30 minuti.


Un abbraccio, Marco.



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