I pericoli della crescita personale

Crescita, miglioramento, sviluppo personale: comunque lo si voglia chiamare è ormai un fenomeno che, da diversi anni, ha preso piede anche in Italia.

Entra in una libreria e troverai decine di libri sugli argomenti più disparati: cambiare lavoro, migliorare le relazioni, l'autostima... e chi più ne ha più ne metta.

Tutto bello e interessante se non fosse, in un buona parte, una colossale messa in scena.

Cerco di spiegarmi

Molto di questo materiale è abbastanza scandente anche se spesso è possibile trovare qualche chicca davvero interessante... se sai come usarla.

Mi dispiace moltissimo dirlo ma non posso negare che alcune persone usino la crescita personale come forma di fuga dalla realtà, di sublimazione: una "pippa mentale" che sebbene offra una prospettiva di movimento finisce per sostituire un problema con un altro.

Altri purtroppo non sanno riconoscere la differenza fra effetto placebo e risultato reale e, siccome nel mondo dello sviluppo personale c'è la tendenza a credere che tutto funzioni, non ci si rende conto che con alcune prassi o metodologie si rischia di perdere tantissimo tempo.

Ad esempio, se hai paura di parlare con gli altri, un po' di teatro (insegno diversi esercizi molto efficaci di cui vado profondamente orgoglioso!) sarà più utile di 50 libri!

Alcune persone, nel tempo, finiscono per sentirsi a proprio agio SOLO nei contesti stessi dello sviluppo personale  (corsi, convention, fra gli amici del "giro") mentre le problematiche iniziali, permangono.

Ovviamente non penso che i corsi o libri non siano utili, li propongo a mia volta, ma lo saranno solo se l'attitudine con la quale entri in contatto con queste attività o materiale è profondamente pratica.

La crescita personale infatti, per me, è un'attitudine a lavorare su di sé.

Bene, ma cosa vuol dire lavorare su di sé?

Significa forse passare il proprio tempo a PARLARE AGLI ALTRI di crescita personale pappagallando qualche aneddoto motivazionale?

Vuol dire praticare centinaia di esercizi e metodologie rimanendo più o meno allo stesso livello di prima?

Vuol dire leggere più libri possibile affascinandosi più al metodo che alla sua applicazione?

Vuol dire risolvere i propri problemi relazionali mettendosi in una posizione di autorità, ovvero insegnando agli altri come risolvere i propri, di problemi?

Vuol dire sentirsi migliori degli altri o tentare di essere perfetti?

Beh, io la penso diversamente.

Lavorare su di sé, per me, significa sviluppare un'attitudine al pensiero nella sua forma logica, critica, creativa e corporea per sviluppare consapevolezza di chi siamo, dei nostri limiti e punti di forza, degli altri, di come ci relazioniamo e del contesto intorno a noi, di cosa vogliamo, di come pensiamo, osserviamo, decidiamo e agiamo, di come otteniamo risultati. Lavorando sulla "forma" e sulla "funzione" e canalizzando il pensiero verso la comprensione e la risoluzione di un problema e delle sue implicazioni più profonde, ora attraverso un cambio di attenzione ora facendo uso di uno o più metodi atti a sviluppare capacità di adattamento e/o abilità specifiche, si raggiunge il fine ultimo di aumentare il benessere e la performance nei vari settori della propria vita.

Si tratta quindi di una pratica che non potrà mai essere slegata dal mondo esterno e il risultato deve essere visibile MENTRE sei nel mondo, lo stesso in cui vivevi PRIMA di conoscere il mondo del miglioramento personale.

Se inizi o stai lavorando di te, poniti queste 3 domande:

Quello che sto facendo, mi aiuta davvero ad ottener più benessere ed efficacia nel mondo reale?

Sto meglio perché funziona o perché mi appassiona?

E' una forma di fuga dal mondo reale o è un'attitudine pratica che posso usare NEL mondo reale?

So che questo post è piuttosto "avanzato", ma ci tenevo a parlarne perché, personalmente, in passato ho perso e visto perdere ad altre persone molto tempo dietro a false illusioni.


Un abbraccio, Marco.



1 commento:

  1. Ciao Marco, è molto interessante questo tuo post e lo condivido in pieno, anch'io ho seguito molte strade che mi hanno "fatto perdere del tempo" però questo mi ha permesso di cancellare quelle direzioni e spostare la mia attenzione su altre, anch'io ho viaggiato con la mente allontanandomi dalla realtà per poi portare tutta la mia attenzione sul presente e su ciò che di fisico sto vivendo, credo che questo sia un passaggio obbligatorio per arrivare a capire ed a sentire fortemente la realtà e viverla pienamente. Vorrei farti i complimenti perchè sei molto intraprendente vista la tua giovane età.
    Ciao e buon lavoro

    RispondiElimina

So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)