Essere sicuri di se stessi? Sicuro?

"Devi solo credere in te stesso ed essere sicuro di te!".

Quante volte lo hai sentito dire o hai letto queste poche parole in forma di "frase fatta" dai presunti poteri miracolosi?

"Essere sicuri di se stessi" è il marchio di fabbrica del miglioramento personale tipico dello stile motivazionale americano dove, un supereroe con il suo microfono con auricolare, intrattiene una platea di 200 persone come se fosse una rockstar sul palco di Woodstock,  gridando l'importanza di celebrare la vita e credere in se stessi. 

Ma è davvero così importante credere in se stessi? Vorrei provare a rispondere a questa domanda.

Sì... ma non puoi ottenerlo senza lavorare su tutt'altro.

Credere in se stessi non è altro che un effetto collaterale.

Pensaci: quando ti senti sicuro in relazione a un dato compito?

Quando sai di essere preparato e di essere in grado di portare egregiamente a termine il compito che ti sei prefissato. 

Immagina di essere inseguito da un leone inferocito. Scapperesti o lo affronteresti a singolar tenzone? 

Immagina ora di essere inseguito... ma di essere comodamente seduto all'interno del tuo carro armato panzer da 150 tonnellate con televisione satellitare inclusa... ti sentiresti più al sicuro?

Cosa è cambiato? La probabilità di farsi male.

La sicurezza deriva da:

1. la confidenza con ciò che può farci sentire insicuri,
2. la conoscenza reale e pratica del fenomeno in questione,
3. il significato che diamo ad alcune parti del fenomeno, in funzione del punto 2,
4. l'importanza che diamo alle conseguenze (plausibili o distorte dai nostri filtri percettivi) dei nostri errori;
5. dalle abilità che possediamo.

Non devi essere sicuro di te a priori (cioè senza analizzare questi punti)... ma chiederti perché non ti senta sicuro e quali abilità o informazioni ti servono per sviluppare la sicurezza che ti serve.

Questo significa operare con metodo. 

"Pompare" il proprio stato emotivo e affrontare un leone senza preparazione è una follia... se sai di non essere preparato, cercare di convincerti del contrario, sebbene prassi comune, è inutile e pericoloso.

Quando guido le persone all'interno di uno stato emotivo "funzionale", quello stato non è una specie di placebo, non è "illusione della sicurezza" ma è piuttosto uno stato di APERTURA alla realtà dove puoi sfruttare tutte le risorse e contemporaneamente accettare lo stato attuale, in termini di abilità, poteri e competenze, orientandoti costantemente verso il futuro che vuoi per te.

"Come dovresti essere per accettare pienamente chi sei con le tue abilità attuali... e iniziare così un processo di miglioramento che sia in linea con quello che vuoi per te, nella tua vita?"


Un abbraccio, Marco.

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