Cosa non mi piace del pensiero positivo e della PNL

Il pensiero positivo: quella scuola di pensiero che si è ridotta ad un corpus di tecniche atte a focalizzarsi su pensieri ottimistici scartando quelli negativi come se fossero appestati in un lazzaretto.

Questq sorta di ottimismo forzato viene anche definito "ottimismo idiota": mai fu coniata definizione migliore.

Il bicchiere quindi è mezzo pieno o mezzo vuoto? Nel mio approccio il bicchiere è SIA mezzo pieno SIA mezzo vuoto. Dell'acqua, tu che ci vuoi fare?

Ma partiamo dall'inizio.

Premesso che ho usato e a volte uso ancora la PNL o altre discipline affini e conosco moltissimi professionisti davvero competenti in materia, spesso questi approcci vengono proposti in modi che sono, a mio dire...

... idioti (la PNL poi è stata proprio stuprata).

Ma facciamo un passo indietro.


Ecco perché verniciare un'auto di rosso non la rende una Ferrari


Prendi quella persona eccezionale che conosci.

Sì quella va bene, quella carismatica e che sembra trovare sempre soluzioni geniali, con quell'atteggiamento sempre solare e ottimista.

Gli imbranati dello sviluppo personale prendono questo tipo di persone ad esempio e pensano:
"Beh, se questa persona è così ottimista, se lo fossi anche io... allora tutto andrebbe per il meglio!".

Giusto?

No.

Quello è il rosso acceso di una Ferrari... ma sotto, c'è un motore da 400 cavalli.

Quello che sfugge a molti è un passaggio logico fondamentale: gli ottimisti sono tali perché possiedono determinate abilità spendibili (il motore, la causa) che gli consentono di orientare il futuro nella direzione che preferiscono.

Non ha senso copiare solo l'ottimismo: devi copiare le abilità.

Alcune scuole di pensiero positivo (in parte anche la PNL nella versione insegnata da molti), assumono infatti che la realtà sia fondamentalmente un punto di vista e che, di conseguenza, sia tutto in qualche modo soggettivo.

Questo è vero solo in parte.

E' certamente vero che conta molto di più il modo in cui reagiamo a ciò che succede rispetto all'accaduto.

Tuttavia per contestualizzare un evento le persone utilizzano un'abilità: la logica.

Non se ne esce: per quanto ci si possa provare sono sempre le abilità (Di pensiero e azione) a fare la differenza.

Ignorare deliberatamente alcuni dati di realtà concentrandosi solo su quelli desiderabili per verniciarsi di rosso, non migliora le tue probabilità di successo, anzi, le peggiora drasticamente.


La realtà vince sempre


Prima di tutto il tuo cervello sa riconoscere BENISSIMO la differenza fra ciò che immagini e ciò che è REALE.

Altrimenti saresti schizofrenico.

Al massimo puoi fingere di non accorgertene.

Raccontarsela con affermazioni positive, per la serie "Io valgo" è come voler aggiustare una torre con lo scotch.

In secondo luogo noto una tendenza ossessiva ad estremizzare il relativismo arrivando a credere che sia sufficiente cambiare le proprie convinzioni con qualche trucchetto mentale per cambiare la propria vita di conseguenza.

Mi spiace, NON FUNZIONA.

Tentare di cambiare una convinzione per risolvere un problema non è un metodo molto raffinato. E' molto più elegante capire in che modo le crei (le convinzioni) e se questa modalità è funzionale oppure no.

Che tu lo voglia o no, la realtà funziona secondo regole ben precise ed oggettive (anche quando non le conosciamo).

Convincersi della veridicità di qualcosa che è in realtà palesemente falso o che non sappiamo essere vero o meno, è soltanto stupido.

Di conseguenze, convincersi di essere in grado di fare qualcosa rende possibile quel qualcosa SOLO se si posseggono le abilità necessarie.

Solo se hai certe abilità, convincendoti di poter fare qualcosa, riuscirai a farlo.

Tuttavia, se possiedi le abilità in questione, a parte temporanei momenti di sconforto, saprai di poter realizzare ciò che vuoi.

Non avrai bisogno di convincertene: lo saprai.

Quel fare sicuro tipico di certe persone è una conseguenza del possedere determinate qualità, non la loro causa.

Il tipo di pensiero di cui hai bisogno è quello realista con una tendenza ottimistica sul lungo periodo  basata su fatti e dati di realtà ("Quando saprò quali sono le abilità che mi servono e le avrò sviluppate, allora sarò in grado").

Quando una persona cerca di:

  1. convincersi di poter fare qualcosa che non è sicuro di saper fare;
  2. convincersi che qualcosa andrà bene anche se teme il contrario:
  3. ostenta alcuni modi di fare che non sente propri per apparire sicuro, 

... probabilmente sta mettendo in atto parecchi meccanismi di difesa:  sta indossando una maschera.

In soldoni: ti stai prendendo per il c**o


Getta la maschera: il pensiero positivo è una CONSEGUENZA


Il pensiero positivo è una conseguenza.

Di cosa?

Per esempio dell'abilità logica e della capacità di risolvere problemi in modo creativo.

Quando parlo di accedere ad un modo di essere in cui  essere pienamente te stesso, non intendo "diventare un supereroe": tutto il contrario.

Parlo di rimuovere quell'immagine socialmente imposta, quei modelli a cui molte persone cercano invano di adeguarsi, snaturandosi.


Non ci sono modelli a cui devi adeguarti. Imponi il tuo.

I modelli sociali di cui parlo sono quelli dell'uomo e della donna perfetta, che non sbagliano mai, che sono attraenti, sicuri e capaci, amabili e che sanno fare tutto e che non devono chiedere mai.

Le persone cercano di adattarsi invano a questi modelli, per compiacere qualcuno e se stessi e si avvicinano al pensiero positivo per riuscirci, quando invece dovrebbero prima di tutto fare a pezzi questo mito.

Tutto il potenziale che desideri si trova al di là dei modelli imposti.

Il vero pensiero positivo è quindi una forma di accettazione dei propri difetti e limiti che andranno comunicati con originalità, non una forma di auto-convincimento atta a ridurre lo scollamento fra chi sappiamo di essere e chi invece vorremmo essere.

Ma a questo punto, l'etichetta "Pensiero positivo" non si rivela più valida perché già il nome definisce quanto sto dicendo.

Fingere di essere migliori di come ci sentiamo è solo stupido.

Devi dimostrare a te stesso di poter fare certe cose: allora il tuo fare sicuro testimonierà agli altri che certe qualità le possiedi davvero. ORA penserai positivo.

E' inutile convincersi di essere migliori tentando di farsi "possedere" da un personaggio artefatto, contrastando i pensieri negativi con idee opposte.

Non puoi recitare abilità che non possiedi.

Se emerge un pensiero negativo, dal mio punto di vista, non va quindi "scartato", ma gestito.

Va messo in crisi attraverso la logica, ma se si rivela corretto, va accettato.

Vanno accettati i propri limiti, e le proprie reali abilità, va preso atto di essere diversi da certi modelli: va accettato di essere NOI.

Invece che mascherarli dietro un metodo, mostra i tuoi difetti al mondo... con originalità.

Successivamente, usando la logica, si può capire come migliorare, molto più di quanto hai sempre sognato.

Ma solo ora puoi farlo.

Invece, le persone che non calano mai la maschera, raramente cercano di migliorarsi davvero, fase per fase, da principiante a esperto.

 Passano molto più tempo a valutarsi, a paragonarsi e a fingersi arrivati.

Tutte le persone geniali che ho conosciuto avevano questa capacità: non si convincevano di essere migliori o che tutto sarebbe andato bene in reazione a una qualche paura... erano invece brutalmente oneste con se stesse. 

Prendevano i dati dalla realtà, li accettavano e con metodo miglioravano, giorno dopo giorno.

Un'abilità dopo l'altra iniziavano a sviluppare fiducia in se stessi e nella propria capacità di previsione.

A questo punto non serve più alcun pensiero positivo: sei tu ad esserlo.

Quando lavoravo in palestra riconoscevo subito una maschera: il ragazzotto alle prime armi che maneggiava pesi fuori dalla sua portata e si guardava in giro spaesato paragonandosi costantemente agli altri membri del gruppo.

Proprio per questo alcuni (non certo tutti!) appassionati di PNL o pensiero positivo appaiono boriosi, artefatti e sarcastici: sostengono una maschera invece che aprirsi al mondo per quello che sono.

Penso quindi che la PNL, il pensiero positivo et simila siano buoni strumenti se contestualizzati... ma vengono usati malissimo.


Un abbraccio, Marco.


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