Attenzione selettiva

Hai mai sentito parlare di attenzione selettiva?

Se non l’hai mai fatto, prima di continuare, fai questo piccolo test:



Fatto? Davvero?

Sicuro di averlo fatto?

Com’è andata?

Come avrai capito abbiamo la capacità, per altro molto utile, di selezionare solo un certo numero di informazioni fra la tante disponibili, escludendo tutte le altre.

Questa abilità si chiama "attenzione selettiva".

Davvero:

c’è un intero set di informazioni che escludiamo... 
...e sono la maggior parte.

Queste informazioni diventano per te invisibili ogni volta che CERCHI qualcosa in particolare.

Qualche esempio? Quando svolgi un compito (quando ero piccolo e mia mamma era concentrata davanti allo schermo del computer, le potevo chiedere qualsiasi cosa:  mi rispondeva sempre "sì") o quando cerchi delle prove che convalidino qualche tua aspettativa, positiva o negativa che sia, invece di essere semplicemente "aperto e ricettivo", senza cercare nulla o senza la smania di dover dare per forza un significato a quello che vedi.

Considera per un attimo la possibilità che molti dei problemi che oggi stai affrontando dipendano anche dal modo in cui gestisci l’attenzione, all’interno e all’esterno di te.

In molti casi, quando siamo immersi in un problema, escludiamo possibilità, scelte e nuovi modi di intendere le cose perché cerchiamo, prima ancora che la soluzione, i motivi per il quale le possibili soluzioni ai nostri problemi potrebbero non funzionare.

Nel farlo generiamo uno stato emotivo all'interno del quale vengono meno le risorse utili alla risoluzione del problema stesso, che diventa quindi insormontabile... anche se in realtà non lo è affatto.

Ti piacerebbe che, per un istante, il tuo problema diventasse piccolo piccolo?

Nei corsi che tengo, (specialmente in questo: http://www.esprimi-te-stesso.blogspot.it/), con i clienti privati, nel coaching e nel mentoring,  insisto moltissimo sull’abilità di riportare l’attenzione alla realtà (senza pregiudizi) per poi risolvere i problemi da quella posizione. 

Infatti, a seconda dello stato emotivo in cui ti trovi, è molto probabile che la tua attenzione sia selettivamente orientata verso dati di un tipo anzichè di un altro.

Quando siamo in uno stato emotivo negativo, ad esempio, è molto difficile vedere le soluzioni (anche se ci sono) anche se in realtà sono quasi sempre SEMPLICI, se non addirittura DISARMANTI.

Facciamo un esempio.

Luigi dice a Mario che ha delle brutte scarpe e, da quel momento, ogni gesto di Luigi diventa per Mario una prova schiacciante del fatto che l'amico lo consideri una persona priva di buon gusto.

Spesso il "Mario" in questione inizia a stare male o, addirittura, inizia a pensare ad un modo per farla pagare al povero Luigi, colpevole di aver espresso la propria opinione (per altro sulle scarpe... non su Mario).

Più Mario cerca informazioni che convalidino la sua tesi sulla presunta "colpevolezza" di Luigi, più è probabile che tenda a cancellare o distorcere totalmente le informazioni che, all'opposto, la potrebbero smentire (altro meccanismo piuttosto pericoloso).

Oggi, mentre comunichi con le altre persone, prova a portare la tua attenzione a quello che vedi, senza cercare nulla di particolare e senza pregiudizi ma limitandoti a prendere informazioni per quello che sono: dati.

Se lo fai per un po’ ti si aprirà un mondo e comincerai a vedere i gorilla che prima non vedevi.

Prova anche a portare (anche solo per un po') la tua attenzione su altro rispetto a un problema,  (ad esempio su un'attività "selettivamente" piacevole)... e nota come cambia, qualche tempo dopo, la tua capacità di gestire il problema stesso.

Ah, se vuoi imparare queste abilità alla velocità della luce ti consiglio di seguimi qui:


Un abbraccio, Marco.

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