La timidezza e stare bene con se stessi

Stare bene con se stessi: una buona descrizione dell'essenza di tutto ciò che le persone cercano (e del coaching che, in parte, propongo).

Vincere la timidezza, accettarsi, perdonarsi... sì, ma come?

Alcune volte, durante il coaching individuale o i corsi di formazione, mi ritrovo a prendere un po' in giro qualche mio allievo o cliente rendendolo partecipe di come, senza accorgersene, mi stia ponendo le stesse domande a cui ho già risposto in precedenza.



Stare bene con se stessi, eliminare la timidezza e ritrovare la fiducia nelle proprie possibilità, dipende più dalla direzione verso la quale portiamo l'attenzione, che da qualche strano artificio psicologico.

Quasi tutti, infatti, portano molto più l'attenzione verso ciò che non funziona o non ha funzionato in passato, verso l'errore, insomma, verso il pezzo mancante, piuttosto che su quello che funziona o ha funzionato, e che potrebbe essere ancora presente, nella loro vita... se solo vi portassero l'attenzione.

Cerco di essere meno criptico: prova a chiedere a qualcuno "cosa vuole" e, molto probabilmente, ti risponderà cosa non funziona nella sua vita.

Il timido ha quasi sempre bisogno di una certa esposizione a contesti che lo costringano ad uscire allo scoperto, ma, da solo, questo concetto, non basta. Sono molti i timidi, che hanno una vita sociale attiva e, di fatto, continuano a essere timidi.

Prima ancora che cambiare l'esterno possiamo cambiare le nostre percezioni interne e qual è il modo più veloce se non le domande?

Le domande che ci poniamo, infatti, hanno più effetto su di noi di quanto ne abbiano le risposte...

Se ti chiedi:

"Perché sono così timido?"
"Cosa non funziona in me?"
"Sono sbagliato?"

...ti costringerai in uno stato entro il quale non è possibile risolverle: ti sentirai ancora più timido, sbagliato o renderai ancora più inefficace ciò che non funziona per te.

Quasi nessuno si accorge di questo "piccolo" dettaglio e, così, continua a sguazzare in un mare tetro e senza via di scampo.

Il coraggio, la fiducia, la sicurezza in se stessi viene, ancor prima dalla pratica e dall'esposizione agli eventi esterni, dall'orizzonte verso il quale guardiamo.

Se guardi verso l'inferno è inutile che cerchi un fiore. Ma se ti fai le domane giuste, ad esempio:

"Come sono quando mi sento come desidero?"

In poco tempo, spalancherai le porte del paradiso.

Da qui, lavorare per superare la timidezza, magari con un po' di esercizi mirati, è molto, molto più facile.

Un abbraccio, Marco.

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