Perdonare se stessi

Come perdonare se stessi? E gli altri?

Il perdono rappresenta, dal mio punto di vista, un passo obbligato per migliorare la propria vita.

E' una coditio sine qua non: se nel tuo cuore non chiudi le ferite ancora aperte superando i rancori del passato, questi si ripercuoteranno in tutti i campi della tua vita.

Perdonando noi stessi e perdonando gli altri possiamo ritrovare quel benessere che ci consente di decidere ed agire al meglio.

Vediamo alcuni casi in cui perdonare rappresenta un passo fondamentale (l'esercizio è alla fine del post: leggi tutto!!!).


  •    Le critiche.

Tutti noi abbiamo dei punti deboli ma non tutti li riescono ad accettare.

Alcune persone quando ricevono una critica che tocca un nervo scoperto ne esasperano l'accezione negativa, leggendola come un attacco personale: un colpo basso alla propria identità.

Certo: non sono molte le persone che sanno come comunicare una critica in modo costruttivo ("la mia stima per te non è cambiata di una virgola, ma in questo caso secondo me hai commesso un errore e ora ti spiego perché...", rispetto ad un superficiale: "sei stato stupido".), ma in ogni caso, se è tua abitudine chiuderti a riccio invece che trarre un insegnamento costruttivo da una critica, allora ti suggerisco di iniziare ad accettare te stesso, lasciando andare qualsiasi pretesa di perfezione.


  •     Le colpe altrui nei nostri confronti.

Fermo restando che reagire con stupore, rabbia e tristezza agli attacchi gratuiti, alle mancanze di rispetto, ai tradimenti o alle parole di disistima  è UMANO, quando qualcuno (soprattutto se è una persona importante per noi) ci ferisce o tradisce la nostra fiducia, è molto più facile pretendere che il colpevole si scusi e trovi il modo di ridarci indietro quello che ci ha tolto, piuttosto che prenderci la responsabilità di decidere consapevolmente come ci vogliamo sentire.

Eppure, a volte, perdonare gli altri è più facile che perdonare se stessi; c'è un aforisma che mi piace e che utilizzo spesso:

"E' inutile ingerire personalmente del veleno per uccidere un topo".

Quando proviamo risentimento o rabbia nei confronti di qualcuno e queste emozioni (umane e che vale la pena di vivere) iniziano a pervadere la nostra esistenza (come un veleno) probabilmente è arrivato il momento di lasciarle andare.

Difficilmente i nostri stati d'animo negativi cambieranno le cose, anzi, probabilmente, le scelte conseguenti saranno pessime.


  •     Il senso di colpa.

Molte persone, quando feriscono gli altri o quando commettono un errore, provano un lacerante senso di colpa.

Oggi la società ci suggerisce l'idea che sbagliare non sia umano. 

Eppure, momento per momento, ognuno di noi prende le proprie decisioni in relazione a ciò che crede essere giusto (in quel momento).

Sempre.

Anche gli assassini.

Anche i dittatori.

Ti faccio una domanda...

...tu credi di essere la stessa persona che ha commesso quell'errore per cui ti senti in colpa?

Se oggi faresti scelte diverse, sei un altro te stesso.

All'epoca, fosse anche ieri stesso, conoscevi altre strade?

Avevi le risorse per gestire le emozioni?

Tornando IN QUEL momento (troppo facile giudicarsi a posteriori!)... detta fra noi, potevi fare meglio?

Rispondo io per te: no.

Quando sbagliamo è sempre perché non sappiamo o non sappiamo fare. Si chiama vita, finché non provi non sai, ergo sbaglierai, ferirai e danneggierai.

Che dire di oggi? Rifaresti lo stesso errore?

No. Perché oggi SAI e prima NON SAPEVI.

La logica non sbaglia mai: non sei la stessa persona di prima.

La persona che devi perdonare, di fatto, non esiste più.

Non riesci a perdonarti perché dimentichi che quello che sai ora, lo sai SOLO ora...

...ma non lo sapevi in quel momento.

Se inizi a scollegare te stesso da quella persona che eri, e inizi a renderti conto che cambi ogni giorno, evolvendo, diventano un altro te stesso, così come ogni 7 anni ogni cellula del tuo corpo è diversa dalle cellule del tuo corpo 7 anni prima, allora potrai perdonarti.

Devi integrare il cambiamento, il tuo cambiamento e, se necessario, fare quello che va fatto per redimerti.

Qualcosa che costruisca e non distrugga.

Non ha senso autopunirsi, piuttosto, fai qualcosa che sia davvero di aiuto a qualcuno. Magari non a quella persona... ma ad un altra.

La redenzione deve essere costruttiva. Sempre.


  •    L'esercizio di oggi.

Da qualsiasi critica, ferita o senso di colpa possiamo trarre un insegnamento. 

Se sono come sono ora lo devo tanto a chi mi ha accudito quanto a chi mi ha ferito. Se sono come sono ora lo devo tanto ai miei successi quanto ai miei errori. Fra 10 anni saprai ringraziare chi ti ha ferito oggi e saprai perdonare te stesso per i tuoi errori.

Ok. Perché non iniziare subito, allora?

Che senso ha aspettare?

Ci sono dei momenti della tua vita in cui tutto è perfetto? 

Quando fai sport? 

Quando sei con una persona speciale? 

Quando sogni? 

Quando viaggi?

 Qual è l'ultima volta in cui ti sei sentito vivo?

Descrivi questo momento magico fin nei minimi dettagli.

Come ti sentivi?

Quando sei così, senti di voler ringraziare l'universo, Dio, te stesso o gli altri... per quel momento di gioia?

...quando sei così, sei pronto a perdonare gli altri...e te stesso?

C'è un antidoto al rancore e ai sensi di colpa:


la gratitudine (verso gli altri, te stesso, l'universo...).


Ora hai due possibilità: terminare la lettura di questo post con un'obiezione del tipo: "sì ma non è facile", e continuare a ingerire veleno, oppure puoi concentrarti sull'idea che sia possibile e iniziare a fare tue queste idee, giorno dopo giorno... per te stesso e per un grande e luminoso futuro.

Quale opzione scegli?


Un abbraccio, Marco.


1 commento:

  1. Gianluca Enerisi1 giugno 2014 20:39

    Perdonare se stessi e perdonare gli altri ha rappresentato la svolta nella mia vita. Grazie per la condivisione, articolo importante e profondo.

    Gianlu.
    http://fotografiaviva.it/

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)