Non sempre è meglio fare di più...

Nella maggior parte dei casi devo guidare le persone all'interno di un'esperienza nella quale possano percepire naturalmente una propulsione ad agire, ad alzarsi dalla sedia e ad andare verso quello che vogliono.

Quasi sempre questa propulsione li rende totalmente autonomi ma, qualche volta, devo intervenire per ripulire alcune sovrastrutture che, quando si cominciano ad ottenere risultati, tendono ad emergere.

Una di questi freni è la tendenza a idealizzare un obiettivo o una vocazione iniziando a percepire una differenza sostanziale fra il momento presente e il momento in cui l'obiettivo verrà raggiunto.

Tanto per capirci:

Quando questa differenza diventa palese, la maggior parte delle persone iniziano ad attuare uno schema il cui frame è:

"Più faccio meglio è".

La veridicità di questo presupposto è direttamente proporzionale al significato di quel "più".

Non si tratta solo di quantità ma anche di qualità del lavoro, del modo di farlo, delle decisioni che prendiamo. 

E più la differenza fra ora e dopo è importante, maggiori sono le probabilità di sbagliare o, nel caso dei manager d'assalto stile "squali della finanza" di ritrovarsi 15 anni dopo ad aver messo da parte il resto della propria vita.

Il mio compito come coach è quello di mantenere il più possibile intatta quest'immagine:


Quando questa condizione di uguaglianza complessiva fra ora e dopo è presente, allora, creatività, capacità di trovare nuove soluzioni e la capacità di lavorare quanto basta per avanzare SENZA destabilizzare la condizione di cui sopra, emergono spontaneamente.

Se sei un "lavoratore cronico perennemente insoddisfatto", prova a farti questa domanda:

L'obiettivo è lavorare il più possibile per essere soddisfatti in futuro o... 
...essere soddisfatto e lavorare in relazione a questo?

Ti dirò di più: se inizi a lavorare meno e meglio (e credo che tu possa capire, ora, cosa intendo per meglio), otterrai molti più risultati, soprattutto se puoi autogestirti: come esseri umani, funzioniamo così.

Avrai già sentito il concetto secondo cui tendiamo a utilizzare tutto il tempo che abbiamo a disposizione per fare qualcosa, giusto?

Se 4 ore al giorno per studiare e 20 giorni a disposizione, probabilmente terminerai al 19esimo giorno.

Se 4 ore al giorno per studiare e 100 giorni a disposizione, terminerai al 99esimo.

Se 4 ore al giorno per studiare e 5 giorni a disposizione, terminerai il 4° giorno...

Mettiti in condizione di lavorare quanto basta (metaforicamente, costringiti a farlo in 20 giorni: 100 o 5 sono troppi o troppo pochi) e di dover ottimizzare il tuo lavoro: non limitarti a produrre, impara come produrre in meno tempo.

Per questi (ed altri) motivi, a volte, meno, è meglio.

Un abbraccio, Marco.

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)