Decidi cosa vuoi

Durante i corsi di formazione o nel coaching privato, quando desidero sottolineare i rischi che si corrono nel tentare di prevedere il futuro e come questa pratica possa condurre a previsioni distorte e ingannevoli, racconto questa storia:

Sei su un'isola deserta e il tuo obiettivo è raggiungere la cima di una montagna che si trova al centro dell'isola stessa.

Dalla posizione in cui ti trovi, riesci a vedere sia la cima che il percorso tortuoso che conduce ad essa: pareti rocciose, crepacci e boscaglie. 

Non sembra affatto facile. Tuttavia, preso coraggio, inizi a camminare. 

Dopo qualche ora, quando pensi di essere a metà strada, scopri di essere solo ad un terzo del tuo viaggio. 

Cammini per qualche altra ora e scopri di essere solo ad un quarto del tragitto: è come essere fermi!

Per un attimo pensi di tornare indietro, ma alla fine inizi nuovamente a camminare e, a mano a mano che giri intorno alla montagna, il crinale cambia di forma: da questa posizione il rilievo appare molto diverso da come te lo figuravi quando lo osservavi dalla spiaggia.

Quando ti sembra di essere giunto a metà, le cose iniziano a farsi complicate: una parete rocciosa, scoscesa e irta di ostacoli si para davanti a te.

Cerchi di aggirarla ma non c'è nulla da fare. Inizi a tornare indietro quando, inaspettatamente, in lontananza scorgi una stradina: la imbocchi e con sommo stupore scopri che si tratta di una specie di scorciatoia!!

In meno di un'ora sei sulla cima del monte.


Ogni volta che decidi di muoverti verso quello che vuoi, le decisioni che prendi sono sempre relative al punto di vista che hai, momento per momento. 

A mano a mano che la posizione cambia, anche il tuo obiettivo assume forme diverse e, molto spesso, quello che credevi essere un percorso lineare si rivela come un tracciato sempre nuovo, a volte più lungo di quanto ti aspettassi a volte così veloce da portarti dove vuoi in pochissimo tempo.

L'unico modo per scoprire cos'è vero è iniziare a muoverti e mantenere chiara, nella tua mente, l'idea che ciò che ti sembra impossibile da una certa posizione, a mano a mano che avanzi potrebbe cambiare di forma.

La crescita non è lineare, e per questo cercare di prevederla in funzione dei dati che abbiamo ora, è spesso un grosso errore.

Pensa al futuro così come riprodotto nei film di fantascienza degli anni 70: astronavi, strani vestiti di alluminio e pillole di ogni tipo.

E nei film anni 90? Cyberpunk, ed un mix di robotica e fantapolitica.

Ed invece il futuro è stato completamente diverso: informatizzazione, lavori alternativi, crisi del sistema finanziario...

Dalle astronavi alla comunicazione ultrarapida.

L'uomo tende a pensare che la crescita sia un processo lineare e si domanda: "come sarà il futuro se le cose continuano in questo modo?"; "Come sarà la montagna se le sue forme sono effettivamente quelle che appaiono osservandola da qui?".

Non puoi decidere in funzione di quello che sai: fallo in funzione di quello che vuoi.

Qual'è la "conditio sine qua non"? Iniziare a camminare.

Fallo, e nel prendere le decisioni, mantieniti aperto alla possibilità che il tuo punto di vista sia sempre e comunque limitato; pur senza aspettarti una scorciatoia apriti all'idea che il futuro non dipenda soltanto da ciò che è accaduto in passato.

E se vuoi una cartina e vuoi imparare a vivere bene in una condizione di disequilibrio, così come richiesto dalla società di oggi... posso aiutarti: seguimi qui

Un abbraccio, Marco.

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So che esistono eccezioni per ogni cosa che scrivo :)