Quanta felicità riesci a sopportare?

In questo post, parlando di felicità, intendo quella sensazione, che certamente conosci, quasi sempre accompagnata da:

...un sorriso spontano (Ekman direbbe AUs 6+12), la sensazione che il momento presente sia perfetto,  piacere ed apertura, anche somatica e cinesica (si gesticola, generalmente ruotando il polso verso l'esterno), nei confronti del mondo.

Tutti dicono di cercarla ma, come per qualsiasi stato eccitatorio, negativo o positivo che sia, anche la felicità può essere fonte di stress psicofisico, anche se positivo.

Fin da molto piccoli, nello società di oggi, veniamo addestrati ad affrontare la realtà reagendo a tutto ciò che accade all'esterno con l'obiettivo di evitare le sensazioni negative: non siamo molto abituati a provare sensazioni positive, anzi, moltissime persone fuggono letteralmente da questo tipo di sensazioni, alla ricerca di una più sostenibile apatia, una specie di "assenza di dolore".

Molto difficilmente, il lunedì, in ufficio, sentirai qualcuno parlare di quanto è stato bello il viaggio in moto che ha fatto il giorno prima.

Perché accade questo? Stare bene è un'abitudine, ed essere eccitati e pieni di vita è comunque uno stress ...che però puoi imparare a "sostenere" con un po' di "allenamento".

Probabilmente, se ti è capitato di ricevere una splendida notizia poco prima di coricarti, potresti aver fatto fatica a dormire, vero?

L'abilità che puoi sviluppare è quella di accedere a stati positivi, sostenerli sempre più a lungo e il più possibile indipendentemente dagli eventi esterni per poi disattivarti energeticamente nei momenti di riposo e di relax, pur mantenendo vivo quel senso di possibilità che deriva da questa condizione di prontezza, benessere ed equilibrio.

Fai questo semplice test: oggi, ogni ora, dedica 2 minuti (non 30 secondi, 2 minuti!) a raccontare a una platea immaginaria uno dei momenti più belli della tua vita.

Riesci a provare le stesse sensazioni di allora o racconti l'evento come se fosse accaduto a qualcun altro?

Fino a che punto sei in grado di sostenere questa tensione positiva?

Hai la tendenza a "scappare"?

Senti la necessità di sorridere?

I muscoli mimici, dopo un po', fanno male?

E cosa succede a fine giornata?

Prova e raccontami :)

Un abbraccio, Marco.

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