Metafore: quando la realtà diventa poesia

Ho più volte messo in luce come, spesso, tendiamo ad osservare gli eventi facendo uno zoom ora sui dettagli ora sull'insieme e come il focus attentivo cambi la nostra percezione delle cose.

Bazzicando nell'ambiente della crescita personale e negli ambienti a esso collegati, mi sono reso come, soprattutto in ambito new age si tende a fare un "chunk up" della realtà:" la consapevolezza e tutto e ci condurrà ad evolverci come esseri umani". Oppure, in ambienti sportivi, si parla spesso di "vincere i propri demoni", e cose simili. In ambienti più comuni le persone se ne escono con frasi come "fidarsi di un'uomo è come correre ad occhi chiusi, prima o poi ci si fa male"... e simili.

L'utilizzo di queste metafore o similitudini risveglia in ognuno di noi certe sensazioni, ed è normale. 

Anch'io insegno a trovare la propria metafora personale.

C'è un ma.

E il ma è questo: molte persone ragionano sempre da questo punto di vista metaforico, lo difendono a spada tratta (perché li rappresenta: toccare il "mantra" è come un attacco personale!) dimenticandosi che, in realtà, per definizione, la metafora non è la realtà.

Prendiamo una delle frasi che ho citato prima:

" la consapevolezza ci condurrà ad evolverci come esseri umani"

Siamo d'accordo che non significa nulla?

Cos'è la consapevolezza?
Come mi accorgo se sono consapevole?
Chi l'ha deciso?
E' sempre utile?
Cosa intendi per "evolverci"?
E' l'unica strada?
In cosa questa metafora è limitante?

Sto semplicemente applicando il metamodello per mostrarti come, queste frasi, non siano altro che induzioni ipnotiche, ancore a cui ognuno di noi vede quello che vuole vedere. Per questo funzionano!

Poi c'è il livello tecnico.

Se voglio esprimere un'emozione con efficacia, un corso di teatro (o di unity) può essermi utile: come muovo il mio corpo quando mi sento "consapevole"? Che linguaggio uso? Quali sono i presupposti con cui lo faccio? Quando sono così, noto le microespressioni del mio interlocutore o posso raffinare quest'abilità, praticamente?

La capacità di fascinazione, ad esempio... è innata in ognuno di noi e allo stesso tempo può essere appresa tecnicamente. Se no gli attori non farebbero ore ed ore di esercizi. Non credi?

Tutte queste domande "specificano" le informazioni che sono "dissolte" nella metafora. Rinforzandola.

Questo è il mondo della pratica, del saper fare, del quotidiano.

Se tendi a parlare per metafore, ma non sai cosa significano, ti stai ipnotizzando e potresti non notare dove la metafora può essere limitante. Un esempio?

"Vincerò la mia battaglia!"

E' una metafora che può essere limitante se ti relazioni in base ad essa in ambienti di tipo cooperativo... e quando lo faccio notare le persone negano aspramente, mentre il loro viso e le nominalizzazioni che usano svelano la cornice.

Allo stesso tempo, cancellare la poesia e diventare troppo "tecnici", toglie all'essere umano un bisogno fondamentale: quello di creare miti che lo motivino.

Se sei un "poeta",  inizia a fare uno zoom sui dettagli e metti in discussione le tue metafora.

Se sei troppo tecnico, inizia a ritrovare la poesia in quello che fai.

Un abbraccio, Marco.

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