La conoscenza obbliga...

Una delle massime del mio primo mentore nel campo della crescita personale era proprio questa:

"La conoscenza obbliga..."

Quando ho iniziato il mio percorso di studi credevo fermamente che la conoscenza mi avrebbe aperto qualsiasi porta... non avevo mai pensato alla conoscenza come ad un peso che impedisce all'aereo di prendere il volo.

Un giorno, tornando in treno dall'università, vidi una ragazza che mi sembrava di conoscere, mi avvicinai, la salutai e lei fu davvero gentile ed espansiva...se non fosse che, dopo poco, capii di aver sbagliato persona: fu allora che mi ricordai della frase del mio professore.

Se avessi saputo che quella ragazza non era chi credevo essere,e avessi comunque voluto tentare di dissimulare un errore da parte mia, avrei ottenuto un feedback positivo?

Certamente no.

La conoscenza della verità mi avrebbe obbligato a  trasmettere all'esterno la mia falisità.
Sarei apparso incongruente.

Quando le persone con una certa autorità ci raccontano qualcosa, se ci fidiamo, iniziamo immediatamente a farci suggestionare: noi incorporiamo decine di idee sulla realtà, per atto di fede. Poi, spesso,  sosteniamo queste idee a spada tratta davanti a terze persone.

Poi cambiamo idea... e finiamo per rinnegare quella precedente. Non tutti ovviamente, generalizzo per semplicità di esposizione.

A questo punto molti mi dicono:

"sì, Marco, ma quello di cui sono a conoscenza io, sono certo che sia vero, e mi impedisce di fare quest'altra cosa..."

Ebbene: per quanto mi riguarda non ho un solo cliente che riesca a raccontarmi di qualcosa che a prima vista dovrebbe essere vero... senza che gli riesca a trovare l'eccezione, l'angolazione all'interno della quale quel qualcosa non è vero, il contro esempio che smonta totalmente la sua convinzione, ecc. ecc.

La domanda è quindi: cosa sai che ti sta limitando?

E la seconda... è se fosse completamente o parzialmente falso?

Hai mai sentito parlare degli sportivi che superano limiti che prima sembravano insuperabili? E dei campioni che hanno vinto una malattia o con certi handicap che primeggiano comunque nella propria disciplina?

Li ammiriamo come super uomini, e invece ci dimostrano solo che l'uomo, quando tira fuori i propri talenti, è in grado di far impallidire qualsiasi macchina.

E' così che funziona l'essere umano quando decide di fare qualcosa indipendentemente dal fatto che sia,  ipoteticamente, possibile o meno (entro certi limiti!)

Non ha senso andare dove vuoi basandoti su quello che sai... 
...se NON sai se è vero!

Per anni ho creduto delle cose sull'allenamento, adesso è stato dimostrato letteralmente il contrario! Quindi per anni... a cosa abbiamo creduto? Non partire da quello che sai, ma da quello che vuoi.

"Come posso mantenere viva la gioia legata all'idea di realizzare il mio sogno, entrando in contatto con le conoscenze che mi servono... ma senza che esse mi limitino?"

Decidi cosa vuoi, scopri se è davvero ciò per cui sei nato... e trova un modo di farlo, preparandoti a metterci molto di più di quanto vorresti, senza comunque fermarti. 


Non ti serve altro.


Un abbraccio, Marco.


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