Smetti di criticare gli altri... e te stesso

criticare se stessi e gli altri
Questo è un post sulla "critica": non mi rivolgo direttamente a te ma a un ipotetico "abituè del giudizio affrettato".

Una delle tendenze più frequenti che hanno gli esseri umani è quella di spiegarsi i comportamenti delle altre persone in funzione dei propri schemi personali... per poi criticare aspramente.

"Se non risponde al telefono, 
significa che mi sta prendendo in giro, perché se io non rispondessi significherebbe quello".


Questa specie di sillogismo è alla base di moltissimi fraintendimenti: la parola "significa" è pericolosa!

Notare gli schemi ricorrenti delle altre persone è un'abilità che tutti possediamo (basti pensare ai comici che in molti casi ne hanno fatto un lavoro) ma può essere perfezionata, ed un modo per farlo è la:

 presupposizione di innocenza.

Molti hanno la tendenza a cercare la colpa nelle azioni delle altre persone, senza considerarsi parte del sistema (ossia senza domandarsi come stiano influenzano le azioni dell'altro) e senza rendersi conto delle abitudini, diverse ma non per questo peggiori, che le altre persone hanno.

Conosco persone che comunicano un interesse verso di noi, per poi sparire.

Altre persone non rispondono al telefono per una settimana e poi chiamano come se nulla fosse accaduto.

Alcuni mettono in luce gli aspetti negativi di qualsiasi cosa gli venga proposta prima di quelli positivi, altri fanno il contrario... 

Altre persone arrivano sempre in ritardo di 15 minuti, e per loro è del tutto normale...

Alcuni quando ti raccontano di qualcosa, partono da Adamo ed Eva... altri sono sbrigativi e poco precisi...

...e potrei andare avanti.

Gli altri NON sono come noi in tutto e per tutto e... rullo di tamburi, non è scritto da nessuna parte che dovrebbero esserlo.

Questi sono solo e semplicemente schemi, abitudini apprese che possono anche essere funzionali per chi le utilizza: l'unica decisione che spetta noi è quella di scegliere se accettarli o andarcene. La soluzione che vedo applicare più spesso è quella di rimanere e... criticare.

Comincia a considerare i modi di fare degli altri, solo e semplicemente come processi mentali che seguono regole diverse dalle nostre: regole che non necessariamente devono essere migliori o peggiori in assoluto. 

Prenditi la responsabilità di adattarti agli altri oppure di non entrarvi in relazione, risparmiandoti giudizi che danneggiano solo ed esclusivamente te stesso.

Smetti di ingerire TU il veleno che vorresti somministrare 
un TOPO che, in realtà... è solo nella tua testa. 

Un abbraccio, Marco.

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