Essere perfetti? Liberati da perfezionismo e goditi la vita


Hai mai desiderato di essere perfetto?   Se la risposta è "Sì"... mi dispiace molto. Seriamente: mi dispiace. Sono stato un perfezionista per un breve periodo della mia vita e so cosa significa.

So che non esiste nulla di più tensivo dell' eccessivo perfezionismo.

Prendi Maria Callas per esempio: una voce meravigliosa distrutta dal logorio di un perfezionismo eccessivo. Comunque, per fortuna, a tutto c'è una cura.


Partiamo da un semplice paradosso: tentare di raggiungere una perfezione ideale non è solo inibitorio... è il modo perfetto per ottenere risultati pessimi.

Tentare essere perfetti e le eventuali "manie di perfezionismo" che ne conseguono sono, dal mio punto di vista, l'opposto dell'autenticità.

Cercare di essere perfetti ti allontana da te stesso: ti allontana da quella parte di te che perfetta non sarà mai e che potrebbe caratterizzarti più di qualsiasi pregio.

Vale nella vita, nell'arte, nello sport.

E' quanto di più innaturale io riesca ad immaginare.

Non fraintendermi: non ti sto dicendo che non devi ricercare la maestria, curarti, essere preciso e attento ai dettagli.

Io cerco di esserlo, sempre.

Ma c'è una differenza sostanziale fra perfezionismo e maestria.


  • Perfezionismo significa puntare ad un'ideale che non siamo noi -inarrivabile per definizione -perché non riusciamo ad apprezzarci per quello che siamo. In sostanza significa voler essere diversi da ciò che siamo.
  • Maestria significa accettarsi pienamente avere una visione precisa di come vogliamo essere, di una versione di noi che ci rappresenta pienamente... e poi puntare sempre un po' più in alto perché ci rende felici.

Una cosa è fuggire da se stessi.

Una cosa è voler sbocciare come il bruco diventa farfalla.


Molti pensano che, eliminando tutti i difetti da un'opera -compresi noi stessi- ne risulterebbe infine qualcosa di perfetto: una sorta di statua greca prima di imperfezioni e sbavature.

E' solo un mito.

Se non metti te stesso in quello che fai, se non lo rendi diverso, non c'è maestria.

Sono probabilmente l'unico coach che afferma con insistenza che migliorarsi possa essere pericoloso: può trasformarsi in una droga, in una rincorsa in stile "bastone e carota" che non può condurre da nessuna parte.

Ogni giorno facciamo qualcosa per aumentare il nostro valore sociale: è normale, siamo animali, e tutti gli animali lo fanno.

I cervi combattono, i leoni ruggiscono, noi accumuliamo denaro, ricerchiamo la bellezza, la fama o l'assertività.

E' psicologia sociale: riguarda l'esterno, i numeri, i risultati.

Quante donne conosci che non escono di casa se non sono truccate?

Quanti partecipano a corsi di sviluppo personale, yoga o benessere e quanti vanno in palestra ma, fondamentalmente, non riescono mai a sentirsi realmente equilibrati?

Essere perfetti è impossibile e banalmente, quando ci confrontiamo con ideali mitici, la sconfitta è assicurata.

Per quanto io possa migliorare, il mio ideale si sposta di conseguenza.

Quello che ti propongo io invece non è solo di lasciar perdere il perfezionismo.

Ciò che ti propongo è di sostituire il tuo ideale di perfezione utopica con un ideale che è rappresentato da te stesso quando percepisci di essere perfetto così come sei.

Esiste un modo di essere che ti definisce pienamente, un modo di essere in cui sei perfetto perché unico NON perché migliore.

Migliorare è ok, ma prima impara ad essere la tua versione migliore, poi da lì, se lo vuoi, inizia a migliorarla.

Come puoi sentirti splendidamente anche se non sei perfetto?


Ho quindi preparato un video apposta per te: scrivi la tua e-mail qui sotto e scaricalo subito.






Un abbraccio, Marco.

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