Corso di comunicazione lampo per essere se stessi

comunicare se stessi agli altri
Quando nei corsi o nel coaching individuale lavoro con persone che hanno già studiato qualcosa nel campo della comunicazione, e mi riferisco in particolare al settore delle tecniche di comunicazione e vendita, spesso rimango sorpreso da come le nozioni che hanno appreso, abbiano più a che vedere con una conoscenza idealizzata e fine a se stessa che con la comunicazione reale.


In questo senso, nei corsi di comunicazione, vengono trasmessi più dei virus che delle abilità. Fermo restando che le tecniche di comunicazione possono funzionare, ritengo davvero improbabile poter strutturare il processo comunicativo con gli altri esseri umani secondo un piano rigido, che presupponga anche una serie di frasi da memorizzare o cose simili.

Quello che manca a questi corsi è l'insegnamento di come applicare qualcosa che, nel contesto del corso funziona sicuramente, ma che all'esterno può allontanare pericolosamente dal risultato sperato.

Molto spesso le persone leggono libri di comunicazione e poi, quando comunicano, non riescono ad applicare nulla di quello che hanno appreso e, se si sforzassero di farlo, i risultati sarebbero piuttosto scadenti.

Le ragioni sono molteplici;  abbiamo appreso l'arte della comunicazione da bambini e inserendo all'interno di un processo ormai automatizzato, tecniche e routine, interrompiamo un flusso ben più importante, quello ascolto-pensiero automatico-parola-feedback, che è il minimo comune denominatore della una vera abilità comunicativa.

Chi applica una tecnica, spesso lo fa meccanicamente e poi osserva cosa accade, tirando il freno a mano e ritrovandosi in una specie di trance, a cercare di capirci qualcosa. 

E' un sovraccarico: sarebbe come se un calciatore volesse preparare una strategia per ogni movimento che farà, laddove può solo imparare qualche schema da applicare quando (e se) si verificherà l'occasione, tenendo presente che comunque, se non osserva ed ascolta, non sarà abbastanza rapido per poter mettere in pratica ciò che ha appreso.


Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione.
Amici miei, atto II

Non devi imparare un copione, devi dominare l'arte dell'improvvisazione, adattandoti all'improvvisazione dell'altro mentre ti accorgi di come l'interazione genera un cambiamento in te, e nell'altro.


Dietro a questa semplicissima idea c'è un'intera disciplina... ma se riesci a comprenderne la profondità, da sola, è più che sufficiente per aprirti un intero mondo.

Quindi: la comunicazione è al 90% improvvisazione e adattamento e le tecniche sono solo "idee" da applicare quando la nostra mente ci suggerisce, naturalmente, di farlo. Per questo chi è bravo ad improvvisare può tranquillamente superare, comunicativamente parlando, la maggior parte dei praticanti di PNL.

In questo mini corso di comunicazione voglio suggerirti una sola idea, piuttosto anti-convenzionale... quando  riesci ad ottenere un risultato positivo, inizia a chiederti come sei riuscito a farlo: se hai dovuto ragionare o l'idea geniale sembra essere "balenata" da sola nella tua mente, se hai deciso intenzionalmente di applicare una tecnica o è avvenuto tutto spontaneamente ed in che modo. 

Una volta che hai capito come sei quando sei totalmente all'interno del flusso comunicativo, potrai apprendere qualche tecnica, ma solo facendo in modo che questa non ti sbalzi fuori da questo modo di essere.

Amplifica quello che nella tua vita già funziona: come comunichi quando comunichi bene?

Un abbraccio, Marco.

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